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LA VETRINA DELL'ARTE

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FRA GALGARIO A VARESE
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Monet a Milano
NEOIMPRESSIONISTI A MILANO
Botta - Il pittore delle Langhe
I Futuristi a Milano
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Collezioni lombarde a Tortona
Gli encausti di Mingoia
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Il talento di Carlo Pasini
GALLERIA ART & WINE ALLA CITTADELLA DI PRAROLO
GIORGIO MORANDI A VARESE
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SOON WHA SHIN A NIZZA
ASTE MEETING ART
Camillo Francia
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LEONOR FINI RICORDATA DA COLOMBOTTO ROSSO
Gaudenzio Ferrari al Borgogna
GUGGENHEIM A VERCELLI: Chagall, Dalì, De Chirico, Delvaux, Ernst, Fini, Mirò, Moore, Picasso
Picasso fotografo
Incontro con Arnaldo Pomodoro
Bonalumi pittore e poeta
Nunziante e la Metapsichica Neoclassica
Ballantini: trasformista e pittore
Lodola, scultore di luce
Denis fotografo
Bonnard: pittore e fotografo
Magia di fiori: da Durer a Knight
Artista allo specchio: Mark Kostabi
Personale di Landi
Il museo: Maioliche a Varallo
I pittori del mare a quadretti
Fiorenzo Rosso
Arte a confronto: Piero Gilardi

Le riviste


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Quegli orfani aiutati solo dalla carità

 Conobbi suor Cornelia nel giorno della Festa dell’Assunta del 2005. Arrivai quasi per caso a Vionica, frazione di Citluk appena attaccata a Medjugorje, dove ero in pellegrinaggio. Ci andai per fare un reportage giornalistico su uno dei “frutti” della Regina della Pace: così laggiù in Herzegovina, dove da 25 anni sei veggenti vivono le apparizioni della Madonna, vengono chiamate le iniziative umanitarie sorte spontaneamente per devozione a Maria A Vionica suor Josepha Kordic, scomparsa nel 2002, aveva fondato le Missionarie della Famiglia Ferita e, con l’aiuto di alcuni volontari italiani che sfidarono le bombe per portare aiuti umanitari, realizzò l’Obiteljski Centar Papa Ivan Pavao II, l’orfanotrofio intitolato a papa Giovanni Paolo II cui le due sorelle dell’Herzegovina erano molto devote. Quando conobbi suor Cornelia, sorella di suor Josepha che ne ha raccolto la faticosa eredità, rimasi incantato dalle sue parole più che dal felice scorrazzare di quei bimbi sotto gli alberi, accanto alla statua della Madonna. «Noi raccogliamo i figli della disperazione, orfani, bambini abbandonati dalle famiglie distrutte dalla guerra, dai genitori impazziti per la miseria - narrò Cornelia - Le assistenti sociali di 28 comuni e i parroci ci chiamano quando vengono raccolti altri fanciulli che le famiglie non possono crescere. Noi li accogliamo anche se non riceviamo nulla dallo Stato. Dobbiamo contare solo sulla carità delle persone, in particolare dei tanti italiani che ci hanno aiutate in questi anni». Le chiesi allora come facesse a sfamare quel centinaio di bambini e ragazzi e mi rispose ammutolendomi: «Abbiamo un fax diretto con il Cielo... Quando manca lo zucchero e non sappiamo che fare ecco che dopo mezz’ora ne arrivano miracolosamente 5 chili... Divina Provvidenza!». Son rimasto così colpito da Medjugorje e dal suo orfanotrofio che ci sono tornato quest’anno e ho incontrato altri italiani giunti fin lì per portare aiuti alle Missionarie della Famiglia Ferita. Ho lasciato laggiù 115 bambini da sfamare. L’ultimo arrivato ha solo pochi mesi. Sarebbe davvero bello riuscire ad aiutarli. Ci voglio provare anche con questa rivista...

Fabio Carisio

continua...
 
 
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