“Non ho mai creduto alle fondazioni che celebrano un solo artista come unicum. L’artista è parte di un tessuto di cultura, il suo contributo attivo non può venire mai meno ed è per questo che ho concepito la mia Fondazione come un luogo attivo e vivo di elaborazione culturale, oltre che come centro di documentazione della mia opera, capace di fare proposte originali e non solo di conservare passivamente. Ma il meglio deve ancora venire: questo è stato solo un inizio e nelle mie intenzioni il progetto – rivolto ai giovani e al futuro – si deve radicare, fare della continuità un elemento ineludibile…“, sono le parole dell’artista riportate nella nota.
“La Fondazione, nata da questa visione e forte della direzione tracciata da Arnaldo Pomodoro nel corso di trent’anni, continuerà ad operare secondo la volontà del fondatore, garantendo la conservazione e la valorizzazione della sua opera, impegnandosi a diffondere il proprio patrimonio materiale e immateriale – si legge ancora – attraverso la realizzazione di mostre, eventi e iniziative in uno spazio inventivo, quasi sperimentale, di studio e confronto sui temi dell’arte e della scultura, che mira a un coinvolgimento, profondo e globale, con le persone e la società”.
“Mancherai a tutti noi Arnaldo e faremo tesoro dei tuoi insegnamenti”, conclude la nota firmata Carlotta Montebello Direttore generale della Fondazione.
Le sfere del Grande Maestro
Tra le sue opere più amate, le sfere di bronzo che, scomponendosi, si “rompono” e si aprono davanti allo spettatore, che è portato alla ricerca e alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell’interno.
Le sue sculture sono presenti in diverse città del mondo, quali Lampedusa, Sorrento, Rimini, Pesaro, Genova, Roma, Milano, Pavia, Terni, Torino, Tivoli, Belluno, San Giovanni Rotondo (nella basilica di Padre Pio di Renzo Piano) Copenaghen, Brisbane, Dublino (nel Trinity College), Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nei maggiori musei mondiali e all’ONU.
La Copertina e l’Intervista su Art & Wine n. 3
In questa occasione abbiamo il piacere infinito di rendere omaggio all’immenso maestro riportando il servizio integrale realizzato dal magazine bimestrale Art & Wine n. 3 del marzo-aprile 2007, quando la carta aveva ancora un pregio fondamentale…
Intervista di Marco Del Pino e recensione critica con l’analogia tra Galileo e Pomodoro del professor Giuseppe Zaccaria dell’Università del Piemonte Orientale.
CLICCA QUI O SULL’IMMAGINE PER APRIRE O SCARICARE IL PDF
