DAL ROSSESE DI DOLCEACQUA SUPERIORE AL METODO CLASSICO PAS DOSE’. Tradizione, Qualità e Innovazione nella Cantina Du Nemu

657 Views

Cantina Du Nemu di Luca Dallorto – Camporosso (IM)

Il motto aziendale:  Non alleviamo la vite, ma piuttosto coltiviamo la vite 



L’azienda di famiglia nasce con il bisnonno paterno di Luca, Gio Batta – detto “Pà Bacì” – che nel 1857 piantò le prime barbatelle di Rossese nelle zone più vocate di Arcagna – con una vista mozzafiato su Dolceacqua e la Val Nervia – e di Cima Tramontina, sul selciato di un’antica mulattiera. Luoghi ideali per coltivare la loro passione, che oggi è diventata una realtà consolidata.

Arcagna, zona eletta per la produzione del Rossese, è attraversata dall’Alta Via dei Monti Liguri, uno storico sentiero che attraversa la Liguria da ponente a levante. Salendo più in alto si arriva a Cima Tramontina, dove sono stati rinvenuti alcuni reperti archeologici preromani.

I “Castellari”, colonia greco-focese di Massalia – siamo nell’VIII secolo – estesero infatti la propria influenza sulla Liguria di Ponente, coltivando la vite con il sistema di allevamento ad alberello. Spostandosi verso Montecurto si giunge a un anfiteatro naturale ben soleggiato, dove troviamo il vigneto coltivato a Pigato.

Cantina Du Nemu

Purtroppo la “Fillossera” – un afide, un insetto che colpisce le radici e in poco tempo porta al disseccamento della pianta – comparve ad Arles, vicino a Marsiglia, nel 1863, a causa degli scambi commerciali con l’America. Progressivamente si diffuse in tutta Europa, arrivando a Camporosso e Dolceacqua nel 1885.

In quel periodo si passò da circa 3.000 ettari vitati ai 650 censiti nel 1962, fino agli attuali 83 ettari, suddivisi tra una ventina di produttori.
Mario Calvino, padre dello scrittore Italo Calvino, fu l’artefice del recupero delle varietà autoctone grazie all’introduzione dei portainnesti americani.

Una Tradizione cominciata con i Bisnonni Gio Batta e Stanislao “barba Pi”

Dopo il bisnonno Gio Batta, subentra il bisnonno materno Stanislao chiamato barba (zio) “Pì”. A dare il nome alla cantina Du Nemu è invece il nonno Nemo Dallorto, un omaggio dialettale di Giuseppe.

Nonno Nemo trasmette a suo nipote Luca, classe 1978, la passione per il territorio e per la vigna. Al suo fianco c’è la sua compagna Maya, originaria di Bordighera, un aiuto indispensabile in cantina, dove si occupa della parte burocratica.

La vera produzione prende avvio nel 2001 insieme al padre Nicola Dallorto, da sempre chiamato Giancarlo, nato a Dolceacqua nel 1947 e diplomato in ragioneria, e alla madre Michelina Maiano, detta “Chelò”, originaria di Isolabona e nata nel 1949, segretaria d’azienda.

Michelina detta Chelò con il marito Nicola, genitori di Luca Dallorto

I vigneti sorgono su terreni frutto di millenarie stratificazioni, caratterizzati da differenti matrici geologiche che si suddividono in tre categorie precise. La prima è il Roché, termine derivato dal francese che significa “roccia”, o Flysch, parola che indica un terreno soggetto a scivolamenti e composto da diversi strati di rocce sedimentarie.

Localmente viene chiamato “Sgrutto” e comprende marne arenacee e scistose di origine marina. Vi sono poi i conglomerati di Monte Villa, ovvero un mix di argille e ciottoli arrotondati, di matrice sabbioso-marnosa. Infine troviamo le argille di Ortovero, note come Marne Blu, ricche di conchiglie e fossili marini.

Oggi il Rossese di Dolceacqua rappresenta una delle punte di diamante dell’enologia ligure. E non dimentichiamo Giorgio Gallesio di Finalborgo, autore della famosa Ponoma Italiana, opera dedicata alla vite e agli alberi da frutto, che paragonò il Rossese al Grecanico Rossetto.

Cantina, le botti d’acciaio

A tavola, questo vino contribuisce a valorizzare i piatti della tradizione locale, come lo stufato di capra con fagioli, le formaggette dell’Alta Val Nervia, l’anatra al vino rosso e il capretto in umido.

L’azienda agricola Du Nemu possiede sei ettari vitati e una produzione che, a seconda dell’annata, si aggira intorno alle 20 mila bottiglie.

Degustazioni:

Noa Metodo Classico Pas Dosè – Gr.12

L’unico produttore di Metodo Classico, con uve del vitigno Rossese al 100% Il nome Noa della figlia – classe 2011.

Vinificazione: La raccolta delle uve è precoce con pigiatura immediata, segue decantazione, travaso e fermentazione a temperatura controllata.
Tiraggio con inoculo di lieviti selezionati e successiva presa di spuma, con 18 mesi di affinamento.

Il vino: Dal colore rosa vivido, con un perlage duraturo e raffinato.

Olfatto esuberante, su note di ribes, melagrana e lampone, con accenni di rosa canina accostati a piccoli frutti rossi di mandarancio. Il sorso è vivace, fresco e leggermente sapido, dove emergono sensazioni di carattere vegetale e bacche mediterranee, con sentori salmastre e minerali.

Metodo Classico Noa, Rosè Cheló, Pigato

Cheló

Vino rosato da uve 100% Rossese, dai vigneti di Arcagna nel comune di Dolceacqua.

Vinificazione: vinificate in bianco per esaltare le sue note fruttate e floreali, con una macerazione di 2 ore in pressa, con fermentazione a temperatura controllata e breve affinamento in acciaio, per ottenere un vino dal colore rosa tenue.

Il vino: Il colore cattura la vista, in un seducente manto rosa fulgido.

All’olfattivo dall’incipit fruttato, con ricordi di ciliegia e rosa canina e una sensazione di melograno. All’assaggio vivace morbidezza e freschezza, in cui primeggiano le sensazioni di piccoli frutti rossi. Chiude in una delicata sapidità ed esprime spontanea scorrevolezza.

Rossese di Dolceacqua Doc Classico 2025 – Gr. 13,5

Vinificazione: le uve dopo la diraspatura vengono pigiate e il mosto fermentato alla temperatura controllata di 28° C in vasche di acciaio inox, segue macerazione prefermentativa per 4/6 giorni, si prosegue con rimontaggi e delestage per il processo di estrazione. La malolattica e l’affinamento avvengono sempre in acciaio inox. Segue l’imbottigliamento.

Il vino: Dal colore rosso rubino nitido e luminoso, con riflessi violacei.

Al naso si percepiscono note di frutti di fragoline di bosco, ciliegie e lamponi, in una cornice fine e soave, su una venatura di macchia mediterranea.

Al sorso una delicata freschezza, con lieve vena tannica, elegante e vellutato, nel finale la tipica percezione amarognola che lo contraddistingue, abbracciato da una vena balsamica.

Vino di ottima fattura. Luca Dallorto e l’enologo Fabio Corradi, hanno verso i loro vini una maniacale attenzione. Complimenti

Rossese Classico, Rossese Tramontina, Rossese Superiore

Rossese di Dolceacqua Doc “Tramontina” Riviera Ligure di Ponente 2024. Gr. 13

Per la cantina Du Nemu, Il Rossese “Cima Tramontina” è una delle nomeranze più alte sul livello del mare, siamo a 500 metri s.l.m della Val Nervia, ed è l’unico a produrlo dal 2019 è l’interpretazione di una dalle 33 MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) del territorio del vitigno Rossese.

Vinificazione: La fermentazione in vasche di acciaio, con temperatura controllata. Macerazione sulle bucce per circa 6 giorni con rimontaggi, la malolattica e affinamento si svolgono in acciaio.

Il vino: Dal colore rosso rubino con leggeri screzi violacei.

L’olfatto fruttato e floreale, con fragoline di bosco, marasca e ricordi di lampone, elicriso e ricordi speziati di pepe nero in sottofondo. Il palato è leggero, delicato, con trama tannica spiccata, ma ben amalgamata alla massa, un Rossese Tramontina fine ed elegante. Ottima persistenza e armonia.

Rossese Superiore di Dolceacqua Doc 2023 – Gr. 14,5

Le uve provengono dai vigneti di Arcagna del comune di Dolceacqua, con 4500 ceppi per ettaro, con sistema di della vite ad alberello.

Vinificazione: dopo la diraspatura il mosto fermenta in tino di legno da 22 hl per 6/8 giorni.

Trasferito in tonneau da 500 litri di rovere francese e seguire la sua maturazione. La malolattica e affinamento avviene in bottiglia. Segue l’imbottigliamento.

Luca Dallorto con i suoi vini

Il vino: Dal colore rosso rubino di buona intensità di colore, con sfumatura granato, di un vino che ha ancora del potenziale da esprimere.

All’esame olfattivo profumi di media intensità, non troppi aggressivi, troviamo il frutto nero e succoso, polposo come la mora, e il ribes, in seconda battuta c’è un floreale, la magnolia e l’elicriso.

Il vino ha fatto un passaggio in legno, ma non significativo, il legno arriva in terz’ordine, lascia esprimere il varietale e interagisce con la spezia, pepe nero e leggera liquirizia.

Vino Rossese Superiore complesso, pulito e piacevole.

Il sommelier Sergio garreffa con Luca Dallorto titolare della cantina Du Nemu

Il sorso è di medio impatto, l’apertura è di buon tenore alcolico, segue una freschezza che fa salivare e una leggera secchezza data dal tannino, elegante e avvolgente ma non incisivo. Con un margine di miglioramento nel tempo, per esprimere tutto il suo potenziale gusto-olfattivo.

Ringrazio di cuore Luca per il profondo confronto nelle varie degustazioni. In particolar modo a sua madre Michelina (“Chelò”) nei dettagli della famiglia. Mi ha permesso di migliorare le mie conoscenze e avvicinarmi a questo mondo del Rossese e dei suoi interpreti.

È grazie a produttori come loro se sopravvive ancora il concetto di territorio e coscienza agricola, il vino dev’essere più che mai il mezzo, non il fine.
Grazie Luca, grazie Du Nemu.

Sergio Garreffa
Sommelier dal 1982 Professionista Degustatore
e-mail sgbarolo@gmail.com
Cell. 347 5812919


Azienda Agricola Luca Dallorto
Corso Italia 216 Camporosso 18035 Imperia Italia
Cell. 333 8730482 – 392 0527309
e-mail info@dunemu.it
www.dunemu.it


ARTICOLI CORRELATI

ROSSESE, ORGOGLIO ROSSO DI LIGURIA CON TANTI CRU. Focus sulle Aziende Agricole Terre Bianche e Foresti

VINI MAIXEI DEL PONENTE LIGURE. Dai Tradizionali Vermentino, Pigato e Rossese (con 33 MGA) all’esotico Sirah “Mistràl” in Memoria di un Poeta

L’ANIMA DEL VERMENTINO VIVE A SAROLA DAI RAMOINO. Vini Tipici Liguri: nel Cuore della Riviera dei Fiori Pigato e Rossese “La Grotta Dipinta”

 

 

Sergio Garreffa

Appassionato di cibo e vino, che ha inizio nel lontano 1982, con una carriera da degustatore professionista A.I.S. dal 2018 al 2022 Delegato del Tigullio Promontorio Portofino. Ambasciatore del Vermentino dal 2016 e miglior Sommelier della Liguria 2011, nonché secondo al master del Barolo, Sagrantino e Lambrusco e terzo posto al Prosecco e Friulano. Oggi con grande passione e amore qui su Art & Wine per recensire e descrivere le storie di importanti aziende del settore vinicolo.

Lascia un commento Annulla risposta