IL VERMENTINO LUCCICANTE DI BONASSOLA. I Vini Cà du Ferrà di Davide e Giuseppe: Colline di Levanto DOP ma non solo…
La filosofia di Davide e Giuseppe:
“Custodiamo la memoria del passato. Siamo quello che facciamo ripetutamente, per cui l’eccellenza non è un’azione ma un’abitudine”.
Sulla strada della loro passione
di Sergio Garreffa
Sommelier AIS dal 1982 Professionista Degustatore
Questa è la storia di due uomini, Davide e Giuseppe, che ad un certo punto della loro vita hanno iniziato a immaginare qualcosa che non c’era, ma che avrebbe potuto esistere.
Un sogno che richiedeva, certamente, sacrifici, lavoro, fatica fisica e intellettuale. Tuttavia, non si sono mai tirati indietro e sono riusciti a realizzarlo.
Possedere vigneti e produrre vini non basta per affermarsi nello scenario enologico contemporaneo: serve una giusta visione, un disegno non solo tecnico, ma culturale, sensibile e soprattutto strategico.
L’azienda Cà du Ferrà (Casa del maniscalco) è immersa nel territorio e nella sua imprevedibilità, ma al centro di tutto restano i vigneti, elemento cruciale nella realizzazione di un vino idoneo, che è davvero tale quando il luogo permette all’uva di maturare sfruttando l’intero ciclo fisiologico.
I vigneti e la cantina sono curati da Davide e Giuseppe con un approccio artigianale e maniacale. Così il vino nasce più volte: nel vigneto, come realizzazione di un equilibrio perfetto; in cantina, come emancipazione di un frutto eccellente; in bottiglia, per affinare il proprio carattere; e infine nel bicchiere, per rivelarsi completamente.
Ho ancora vivo il ricordo dell’estate 2015, quando andai per la prima volta a Bonassola a far visita a Davide e alla sua famiglia. Furono lui e suo padre a venirmi a prendere in stazione. Era l’inizio del suo percorso da viticoltore a tempo pieno: un nuovo capitolo della sua vita, che avrebbe affrontato con ardore, entusiasmo e tanti desideri da realizzare. Nonostante le numerose occasioni di lavoro, infatti, alla fine aveva scelto la vigna.
Poche volte ho provato la sensazione di una felicità così completa: vedere un giovane che aveva lasciato un futuro sicuro in Giurisprudenza a Milano per catapultarsi anima e corpo in questa avventura, nella sua terra. La sua “stravaganza” è stata quella di sognare di fare l’agricoltore proprio quando queste terre si stavano spopolando, ripartendo quasi da zero.
Bonassola, meta ambita dal Turismo Vinicolo
Negli ultimi anni, per fortuna, a Bonassola è avvenuta una vera rivoluzione: da campagna povera e abbandonata si è trasformata in una meta ambita del turismo vinicolo. E questo anche grazie a Cà du Ferrà.
Oggi i visitatori arrivano da tutto il mondo per conoscere questo piccolo angolo di paradiso e per ascoltare Davide e Giuseppe, che accolgono e ospitano con passione un pubblico sempre più attento e preparato.
Penso spesso a quanto sono fortunato a trovarmi qui, sulle loro colline a 350 metri dal mare, in una delle vigne più pregiate della Liguria, forse una delle poche a queste altitudini con un unico accorpamento di più di due ettari di uva Vermentino.
Guardo quelle radici contorte che affondano nella terra e nella storia, immagino la fatica e la speranza che hanno reso possibile questa stagione ricca di successi internazionali per i loro vini di alta qualità e il grande ritorno d’immagine per Davide, Giuseppe e l’intera cantina Cà du Ferrà.
Camminare per queste stradine di campagna è come affrontare le onde del mare. Per ritrovarsi all’improvviso in cima a un grande anfiteatro naturale, dove i filari si fondono con l’orizzonte e con l’azzurro del Golfo in lontananza.
I grappoli maturano lentamente al sole: è l’uva Vermentino, varietà pregiata e particolare, coltivata con cinque cloni diversi e con vendemmie separate per una migliore cernita e maturazione. Una grande gamma di sfumature che troveremo poi nel calice.
Il Vermentino è un vitigno antico. Deriva dal latino Vermene, “grappolo sottile e flessibile”. Accanto a lui il vitigno Ruzzese, riscoperto e rivalutato proprio dall’azienda Cà du Ferrà. Coltivato da secoli su queste colline, era già celebrato da Sante Lancerio – storico, geografo e soprattutto “bottigliere” di Papa Paolo III Farnese dal 1534 al 1549 – considerato il primo sommelier della storia moderna.
Incaricato della selezione e del servizio del vino alla tavola pontificia, lasciò una testimonianza preziosa sulla cultura del vino nel XVI secolo attraverso il manoscritto “Vini d’Italia giudicati da Papa Paolo III” (Farnese). Sembra che avesse presentato il Ruzzese al Santo Padre come uno dei migliori vini che l’Italia enoica potesse offrire a quel tempo.
L’inizio della Storia di Cà du Ferrà
La storia di Cà du Ferrà come azienda vinicola inizia nel 2016 con il progetto della cantina, inaugurata l’anno successivo con il primo imbottigliamento. Un grande lavoro di recupero dei vigneti abbandonati che ha ridato vita alle colline di Bonassola. La nuova generazione ha portato entusiasmo e visione.
Davide Zoppi, nato a La Spezia nel 1987, laureato in Giurisprudenza, racconta:
“Coltiviamo la vigna e produciamo vino con impegno e rispetto per il territorio. I nostri filari sorgono su terreni argillosi a medio impatto, originati dal sollevamento della placca tettonica marina, ricchi di microelementi e con un microclima unico. Tutto ciò ci permette di ottenere vini straordinari per eleganza, longevità e complessità aromatica”.
Il marito, Giuseppe Aieta Luciano, è nato a Como nel 1982 ed è ingegnere gestionale con Master in Finanza. Ha conosciuto Davide durante gli anni universitari a Milano. È più pacato nei modi, ma appena incomincia a parlare del suo lavoro in vigna e in cantina lo si sente ribollire di sentimenti come un mosto in fermentazione. Mi dice:
“Hai visto queste colline? Ognuna ha terreno, esposizione, inclinazione, altitudine e microclima diversi. I vini rispecchiano il terreno e lo ritrovi nel bicchiere. Ogni volta che abbiamo impiantato un nuovo vigneto non ci siamo chiesti quale vino fosse più facile da vendere, ma quale vitigno potesse adattarsi a questo ambiente ed esprimersi al meglio. Così è stato per il Ruzzese, che rischiava di scomparire: siamo contenti di questa esperienza, di averlo salvato e riportato alla vita”.
Alcuni dettagli sul Ruzzese
Il vitigno viene citato per la prima volta da Giuseppe Acerbi (1773-1846) come una delle varietà più importanti delle Cinque Terre, e ancora da Giorgio Gallesio – diplomatico genovese con la passione per gli alberi da frutto – nel suo Pomona italiana, edito nel 1839, in cui descrive le tecniche e i problemi della coltivazione di questa antica varietà.
Se si è conservata, lo si deve a due famiglie: quella del conte Nino Picedi Benettini di Arcola e, ovviamente, a Davide e Giuseppe di Cà du Ferrà che lo hanno riscoperto e riprodotto. (Seguiranno altri dettagli più esaurienti sul Ruzzese e sulla sua degustazione dopo l’affinamento e l’imbottigliamento)
Per migliorarsi ancora e offrire vini di estrema eleganza, dal 2022 la cantina si avvale della collaborazione della Dott.ssa Graziana Grassini, enologa dal 1994, con specializzazione in Chimica Industriale, perfezionando gli studi accademici presso la Facoltà di Enologia di Bordeaux.
Avendo maturato molte esperienze e lavorato per il luminare degli enologi italiani Giacomo Tachis (1933-2016), genio del Sassicaia e maestro dei Supertuscan, è considerata una delle personalità più influenti dell’enologia internazionale.
Con lei, i vini di Cà du Ferrà hanno acquisito concretezza e personalità. La Grassini ha saputo interpretare con successo i vari vitigni facendo sì che crescessero di notorietà come espressione del territorio d’origine. Accanto a lei lavora l’agronomo Dott. Gabriele Cesolini. La loro mano si riconosce subito: i vini sono ricchi di eleganza, struttura e piacevolezza.
Oggi l’azienda coltiva 5 ettari di vigneti suddivisi in 12 appezzamenti, con una produzione di circa 30.000 bottiglie a seconda dell’annata. L’obiettivo futuro è arrivare a 50.000 bottiglie, con una nuova cantina ampliata e una sala per degustazioni e ricevimenti.
Le degustazioni
La terminologia usata per descrivere le degustazioni dei vini è vivace, ricca di riferimenti e di dettagli mai scontati.
Luccicante – Colline di Levanto “Vermentino” DOP – 2024 – Gr. 13
Un vino che dovrebbe avere un posto stabile nelle carte della ristorazione locale (e non solo), ma che paradossalmente è oggi più conosciuto e apprezzato all’estero: al momento sono già venti gli Stati USA che stanno acquistando i prodotti di Cà du Ferrà, in particolare la California.
Il Luccicante sta avendo un successo mondiale in un panorama enologico di élite. E questo grazie all’impegno, al talento e alla passione di Davide e Giuseppe, viticoltori straordinari.
Con il Luccicante Colline di Levanto DOP 2024 (nuova denominazione europea per le DOC italiane), l’azienda ha conquistato la Medaglia d’Oro al WOW – The Wine Competition 2025, promosso da Civiltà del Bere. Un traguardo prestigioso!
Grazie a questo prodotto di estrema eleganza, struttura e peculiarità, anche Bonassola si è guadagnata la fama che merita. Questo vino è un’espressione artistica, perché riflette la vita dei suoi creatori e va oltre il valore del territorio e della sua varietà.
Quando degusto una loro bottiglia, penso a ciò che racconta l’etichetta: la fatica e l’amore dell’uomo, educato al lavoro, alla sobrietà e persino al dolore. Ogni calice esprime storia, natura, cultura, ma anche sofferenza e sacrificio, frutti dell’immane impegno necessario per costruire i vigneti in un territorio difficile, ma ricco di unicità e potenzialità.
I vigneti sorgono sulle aree vocate delle colline di Bonassola, dai 50 metri ai 400 metri sul livello del mare.
Fermentazione: Una breve macerazione pellicolare, con il mosto ottenuto dalla pressatura diretta delle uve fatte decantare. Il fiore e solo la parte limpida fermentano in vasche di acciaio inox a temperatura controllata.
Maturazione: Il vino viene mantenuto sulle fecce fini per alcuni mesi con ripetuti “Bâtonnage” (tecnica enologica che si utilizza durante l’affinamento – in particolar modo dei bianchi – per mescolare fecce fini, lieviti e altri sedimenti con il vino. Questa tecnica mira a migliorare la struttura, la complessità aromatica e la morbidezza del prodotto, inoltre protegge dall’ossidazione). Successivamente viene imbottigliato, con una produzione variabile a seconda dell’annata.
Il vino: Il vino si esalta già grazie al suo colore giallo paglierino, luminoso – luccicante – con preziosi screzi dorati.
All’olfatto emergono note fruttate di susina gialla e pesca nettarina, con richiami di agrumi, cedro e mango, una leggera sensazione di spunto salmastro e iodio, una nota floreale di glicine, fiori di pesco, sambuco ed erica. Sullo sfondo aleggiano erbe officinali, timo, salvia, rosmarino e a chiudere una delicata nota citrina.
Il sorso è accattivante, vigoroso e fresco, con un finale lungo che richiama le note olfattive: deciso, elegante, persistente, arricchito da echi di salsedine e da una vibrante sapidità che impreziosisce l’assaggio.
“Bonazolae” Colline di Levanto Bianco Dop – Annata 2023 – Gr. 13
Il nome richiama l’antica origine latina di Bonassola, “Vallis Bonazolae”, termine con cui si indicava l’intera zona costiera che comprende anche Levanto e Framura.
Conta le varietà di Vermentino, Albarola e Bosco, coltivate su terreni argillosi di medio impasto, e su suoli magri e ricchi in scheletro di arenarie, situati nelle aree più vocate delle colline di Bonassola. Ne scaturisce un vino raffinato e gradevole.
Fermentazione: Breve macerazione pellicolare, con il mosto ottenuto dalla pressatura diretta delle uve fatte decantare. La sola parte limpida fermenta in vasche di acciaio inox a temperatura controllata.
Maturazione: Il vino viene mantenuto sulle fecce fini con periodici bâtonnage. L’imbottigliamento avviene prima della Pasqua, l’anno successivo alla vendemmia.
Il vino: Se amate i bianchi freschi ed eleganti, “Bonazolae” vi sorprenderà.
Si presenta dal colore giallo paglierino e con profumi intensi e fruttati: note agrumate di cedro, pompelmo e pesca bianca si intrecciano a sentori vegetali e minerali, oltre a una nota di anice, capace di stupire specialmente un consumatore non abituato, ma che lascia precisione e persistenza. Emergono poi tocchi intriganti di lime, mela verde, gelsomino e, in sottofondo, fiori di campo.
Al palato è appagante, con leggere note minerali più che marine a far da contorno e sfumature iodate di ottima intensità.
Bonazolae è un vino che entusiasma, di buona complessità non solo olfattiva, riesce ad essere espressivo ed elegante, lascia il palato fresco con note minerali e citriche, ma soprattutto è sostenuto da una acidità mai invadente. Un prodotto che si conferma interessante, pulito, certamente di grande pregio e finezza. Ottima maestria in cantina!
“Magia di Rosa” Liguria di Levante Rosato IGP – Annata 2023 – Gr. 13
Un mix di uve Sangiovese, Vermentino Nero e Syrah, capace di creare una magica alchimia sensoriale.
Fermentazione: Il mosto ottenuto dalla pressatura diretta delle uve viene fatto decantare, quindi la sola parte limpida fermenta in vasche di acciaio inox a temperatura controllata.
Affinamento. Il vino nuovo viene imbottigliato in tempi brevi, in modo da cogliere tutte le sfumature dell’uva e del suo processo di fermentazione. Infine, viene immesso sul mercato prima delle feste pasquali dell’anno successivo alla vendemmia.
Il vino: Dall’aspetto rosa tenue molto invitante, si presenta sensuale e fresco. Al naso è esuberante, con sentori di melagrana, piccoli frutti di bosco, fragoline, lamponi e ribes, oltre ad accenni di rosa canina.
Al palato seduce per la sua sapidità e freschezza: emergono sensazioni di carattere vegetale e bacche mediterranee, note salmastre unite a piacevoli screzi minerali e leggere note speziate. Che dire, è un vino di estrema eleganza.
‘Ngilù – Colline di Levanto Rosso Dop – Annata 2023 – Gr. 13
‘Ngilù è dedicato da Davide al nonno Angelo.
È una combinazione di Sangiovese, Ciliegiolo, Merlot, Grenache, Vermentino Nero e Syrah, vitigni tradizionali dell’alto Mediterraneo.
Vinificazione: Fermentazione alcolica a temperatura controllata in vasche di acciaio inox. Dopo la svinatura, la fermentazione malolattica avviene nelle stesse vasche. È previsto un affinamento di un minimo di 6 mesi.
Il vino: ‘Ngilù si presenta con un colore rosso rubino di estrema fittezza e leggere sfumature violacee. Al naso si percepiscono note di piccoli frutti rossi, lampone, ciliegia rossa, violette e spunti balsamici.
Considerevole e ben strutturato al gusto, equilibrato e avvolgente grazie al tannino ben amalgamato e dolce, alla beva sorprende il sapore: ha un retrogusto intenso di fragoline e mirtillo, seguito da delicate note di viola appassita che si fondono a ricordi speziati.
‘Ngilù di Davide e Giuseppe è caratterizzato dalla morbidezza e dalla dolcezza del frutto, è equilibrato e piacevole, con una nota tannica gradevole ed elegante che guida la lunga persistenza. Da degustare anche a temperatura fresca nelle giornate estive.
L’Intraprendente. Liguria di Levante Passito IGP – Annata 2022 – Gr. 13.5
È un passito naturale, senza alcol aggiunto, ottenuto dalle varietà di Bosco, Vermentino ed Albarola. Ha in sé i doni delle splendide colline di Bonassola: sole, terra argillosa e venti caldi.
Vinificazione: Dopo un appassimento minimo di tre mesi, le uve vengono diraspate manualmente e successivamente pigiate, poi lasciate macerare nel mosto durante tutta la fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata. Il processo conferisce inconfondibili note dolci e mielate. Segue un ulteriore affinamento di 6 mesi in acciaio inox.
Il vino: L’Intraprendente di Davide e Giuseppe è un luminoso passito dalla tonalità fiore di pesco.
All’olfatto è un mosaico di profumi intensi, con piacevoli sentori minerali, iodati, note di albicocca e scorza di arancia candita, a cui si fondono richiami di frutta appassita e note salmastre.
Dettagli minerali che ritroviamo più intensi al sorso insieme a una fresca vena acida che ravviva la dolcezza di questo vino.
Un Intraprendente complesso ed appagante sotto ogni profilo organolettico. Sorprende per la sua lunghissima persistenza gusto-olfattiva che alla fine lascia gradevoli sensazioni di erbe di campo… Un passito affascinante e delicato.
Davide e Giuseppe hanno fatto loro una massima di Goethe ancora oggi valida:
“Conoscere i luoghi, vicini o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove trovare Cà du Ferrà è pratica vera, è geografia”.
L’agriturismo Cà du Ferrà Farm & Relax
Infine, vicinissimo al mare di Bonassola, si incontra questo paradiso nascosto che offre anche la possibilità di visitare il vicino Parco Nazionale delle Cinque Terre. L’agriturismo è aperto tutto l’anno e ha un parcheggio privato.
Con due strutture, il “Mulino” e il “Casottino”, è immerso in un paradiso verde di alberi da frutto attrezzato con gazebo, panche in ardesia, fornelli a gas, barbecue e tutto l’occorrente per cucinare all’aperto.
Una bella e gradita esperienza quella trascorsa con Davide e Giuseppe. Hanno saputo guidarmi sulle strade della loro terra e dei loro vigneti. Con professionalità e maestria mi hanno regalato la giusta atmosfera di degustazioni, ricche di aneddoti e dettagli. Li ringrazio per l’ottima l’ospitalità.
Sergio Garreffa
Sommelier dal 1982 Professionista Degustatore
e-mail sgbarolo@gmail.com
Cà du Ferrà
Via Nuova per San Giorgio, 27/Bis
19011 Bonassola La Spezia
Liguria Italy
Cell. 348 1033648 – 328 0369500
www.caduferra.wine
www.ruzzese.wine
e-mail info@caduferra.wine
Cà du Ferrà – Farm & Relax
Via Gavazzo snc 19011
Bonassola (La Spezia) Italy
Cell. 348 1033648
www.caduferra.wine
e-mail info@caduferra.wine
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