IN VAL PETRONIO PROFUMI VERACI DI LIGURIA. Sfide e Premi per le DOC del Golfo del Tigullio: Ciana Bianchetta e Nuaggi Ciliegiolo
Casa del Diavolo: Viticoltori in Val Petronio dal 2010
È sempre una bella emozione ritornare qui, in questo incantevole anfiteatro naturale dove i vigneti avvolgono il paesaggio regalando un panorama da togliere il fiato.
Una località che già dal nome porta con sé un alone di mistero: “Casa del Diavolo” Un nome carico di fascino, nato tra queste montagne e i due torrenti che le attraversano, il Mereta e il Petronio, quest’ultimo così importante da dare il nome alla vallata.
La loro filosofia: Ridurre i trattamenti per ottimizzare la qualità nel calice, il vino è parte della vigna.
Una famiglia, un vino, la loro Bianchetta:
Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere questa realtà già diversi anni fa, al loro esordio, e da subito sono rimasto affascinato dalla storia di Valerio e della sua famiglia. Un racconto ricco di dettagli e sfumature, costellato da tanti sacrifici e rinunce.
Tutto ha inizio con Antonio Sala, nato a Triuggio, in Brianza nel 1954, titolare di un’impresa familiare nel settore della meccanica, tra riparazioni, vendita e noleggio. Al suo fianco sua moglie Ester Forloni, classe 1957, diplomata in ragioneria, e i due figli Valerio e Federica. La famiglia sceglie di lasciare tutto per approdare in questa valle incantata, in località Casa del Diavolo – in dialetto – Cà di Diàu. Da qui, piano piano, ripartono.
Valerio Sala classe 1983, diplomato al Liceo Scientifico ed Ingegneria Aerospaziale presso il Politecnico di Milano, è un giovane appassionato. Dopo diverse esperienze, tra cui un tirocinio in un’azienda di protesi al titanio, capisce presto che le quattro mura dell’ufficio gli stanno strette. Ed è così che, con il coraggio di che sa ascoltare i propri sogni, decise di scommettere tutto sulla viticoltura, qui in Val Petronio. La storia dell’azienda agricola prende forma nel 2010, quando Valerio affianca il proprietario Angelo Marcenaro – titolare di una gastronomia a Sestri Levante – in un tirocinio che si rivela decisivo.
L’anno successivo, Valerio acquista il vecchio casolare con i suoi sette ettari di terreno, prendendone le redini in piena autonomia. Contagiato da questa passione, si immerge nello studio dei testi di enologia e agronomia, con l’obbiettivo di ottimizzare il suo “Vino”.
Con l’abbandono progressivo delle attività agricole, le antiche fasce terrazzate hanno ceduto il passo ai rovi, e con esse anche la vite – un tempo regina incontrastata delle coltivazioni liguri – si è ridotta drasticamente. Ma Valerio non ci sta.
Con caparbietà e devozione e amore si mette all’opera per ridare vita a ciò che stava andando perduto, recuperando vigneti quasi del tutto abbandonati sulle colline della Val Petronio.
In primis la sua Bianchetta, un ricchissimo patrimonio del territorio che Valerio ha saputo ascoltare e valorizzare. Tra lui e questa pianta nasce qualcosa di speciale, perché la Bianchetta, più di ogni altra varietà, sembra fatta per questi luoghi: si è adattata nel tempo alle necessità dell’ambiente, diventando simbolo indissolubile del paesaggio e dell’economia locale.
La prima produzione esce nel 2014, dopo tanti esperimenti di vinificazione e macerazione, nel massimo rispetto per l’ambiente. Si tratta di poco più di un ettaro vitato, impiantato a bianchetta, ciliegiolo ed il dolcetto tutti vinificati in purezza. La soddisfazione è grande: è il primo passo di una bella avventura, quella dei suoi vini tipici, capaci di esprimere un’impronta tutta particolare.
Le Etichette con Animali da Cortile e la Bianchetta nei Top Hundred di Golosaria
Nel 2017 arrivano le nuove etichette, riprogettate per renderle più riconoscibili ed identitarie: stilisticamente curate e accattivanti, arricchite dalle immagini degli animali da cortile – l’oca, il tacchino, il galletto, nonchè la volpe e la poiana per il suo X-18 il tutto nel dialetto genovese originario. Mossa vincente. In poco tempo arriva il primo riconoscimento: nel 2019, la Bianchetta entra nel Top Hundred alla rassegna Golosaria, prestigioso evento di Cultura e Gusto promossa dal Club Papillon.
Valerio è meticoloso e preciso. Mi raccontava che nel corso delle sue ricerche venne a conoscenza di una storia affascinante, emersa da qualche archivio: il 13 aprile del 1871 fece visita a Castiglione Chiavarese l’Illustre Cav. Luigi Oudart, nato in Champagne, nella Valle della Marna. Insieme a suo cugino Philippe Bruchè, aveva fondato un’azienda per la produzione di vini, in collaborazione con Il Generale Paolo Francesco Staglieno, che scrisse: “Le buone pratiche per la vinificazione e la conservazione dei vini” Fu proprio Oudart a costruire e piantare un nuovo vigneto sul versante nord del monte Bracco.
Per Valerio quelle antiche “Pratiche” della vendemmia alla pigiatura, dalle follature del mosto, alle fermentazioni, fino alle svinature e ai travasi, si rivelano preziose per la gestione del suo vigneto, e le mette a frutto con dedizione per la sua Bianchetta.
Purtroppo il 3 settembre del 2020, Valerio – presidente di Coldiretti Genova dal 2015 –scompare prematuramente a soli 37 anni, lasciando un vuoto enorme. Un vignaiolo, un amico un uomo che amava profondamente la sua vigna e il suo vino. La sua passione e il suo esempio resteranno un ricordo indelebile per tutti.
Nel gennaio del 2021 entra in azienda la sorella Federica, diplomata in Grafica pubblicitaria e fotografica e laureata Graphic Design e Art Direction.
È lei a raccogliere il testimone e a portare avanti il “Sogno” di suo fratello. Lascia un’azienda di moda, a Milano, un posto sicuro e gratificante, per dedicarsi completamente a una realtà nuova e impegnativa, dove è alle prime armi con potature, vendemmie e vinificazioni. Ma Federica è caparbia e determinata: non è disposta ad abbandonare tutto ciò che Valerio aveva costruito, né quel poco che lui aveva fatto in tempo a insegnarle. Non doveva scoraggiarsi: la terra è come una madre, generosa con chi la rispetta, lavora e la ama.
Prima o poi restituisce e ti ricompensa. La sfida è ardua, ma Federica la raccoglie con consapevolezza e senza perdersi d’animo, facendosi guidare dai viticoltori del posto. In primis dalla cantina di Castiglione Chiavarese Pino Gino, che l’affianca nella potatura, poi da Andrea Marcesini, viticoltore nei Colli di Luni della cantina la Felce, per consigli in vigna, e tutt’ora dall’enologo e agronomo Giorgio Baccigalupi per le pratiche di cantina.
Dopo tanto tanto impegno arriva il premio anche per il Ciliegiolo Nuaggi
L’otto novembre del 2025 premiata con il Ciliegiolo “Nuaggi” dell’annata 2023 per i migliori vini “Storici” d’Italia Top Hundred
Il 15 novembre 2025 a Castagnole delle Lanze, Premio Nazionale “Terre, Lavoro e Paesaggio” promosso dall’Istituto Italiano per la salvaguardia del paesaggio culturale vitivinicolo. Premio che nasce per celebrare i territori e chi li custodisce, con professionalità e passione, mantenendo viva l’identità dei luoghi.
Quest’anno a Verona al Vinitaly 2026 un nuovo e gradito riconoscimento il “Viticoltore Etico” una bella e gradita sorpresa per Federica e Casa del Diavolo. Il Premio Viticoltore Etico viene assegnato ogni anno a realtà che si distinguono non solo per la qualità della produzione, ma anche per l’attenzione alla tutela ambientale e allo sviluppo sostenibile.
Le Degustazioni:
“Ciò che beviamo è il gusto della luce imprigionata nel suo frutto”
Ciana Doc – Golfo del Tigullio Portofino, annata 2023 – Gr. 13. Bianchetta Genovese in purezza.
Macerazione sulle bucce per un giorno, otto mesi in affinamento in contenitori d’acciaio sulle fecce fini, un anno in bottiglia.
Ciana si presenta con un colore giallo paglierino nitido, molto luminoso.
Al naso esprime note fruttate e floreali, in particolar modo rivelanti e sottili erbe aromatiche e macchia mediterranea, erica, geranio e ginestra, ma soprattutto un piacevole glicine e acacia in sottofondo.
Al palato è la sua avvolgenza a stupire, la sua rotondità a meravigliare, con questa freschezza e sapidità avvolta nella mineralità data dal terreno circostante, fanno di questo vino ogni volta una sorpresa.
L’Üga da Vurpe – Vino da tavola – Gr. 12
Vinificazione:
12 ore sulle bucce. Otto mesi sulle fecce fini, (È un processo in cui i vini aumentano la propria complessità e un miglioramento sensoriale, con un sviluppo di morbidezza e volume, i lieviti fini sono parti solide in sospensione presenti nel vino finito) Messo in commercio dopo un mese di affinamento in bottiglia.
Il vino:
Dal colore giallo dorato. La trama olfattiva è affascinante, fragranze di macchia mediterranea, erbe aromatiche, fiori di sambuco, salvia, rosmarino, con ricordi leggeri di fiori di acacia.
Il sorso è agile, pieno e persistente, al retrogusto note salmastre, in una vivace freschezza.
Un vino che regala al palato la sua naturalezza, in una scia sapida, in un buon equilibrio, nota ammandorlata che ci accompagna in una lunga chiusura in un richiamo erbaceo.
Experimental – X 18 Vino da tavola. Sulle colline del Missanto. Gr.12,5
Vinificazione:
Macerazione per tutto il tempo della fermentazione alcolica, per circa 15 giorni, con cappello sommerso, si svina e si travasa in acciaio e sosta per otto mesi sulle fecce fini.
Il vino:
Dal colore giallo dorato. All’olfatto profumi intensi di erbe aromatiche, mela golden e agrumi, una piacevole nota di frutta secca, una mandorla dolce e nocciola tostata e miele, una lieve sensazione di astringenza, nel finale uno screzio di salinità e a chiudere una nota sulfurea. Prodotto assolutamente da provare per la sua complessità che si rinnova sorso dopo sorso, un bianco dinamico e agile, in un finale sapido.
È un vino penetrante che ti arriva al naso come una freccia incandescente, per poi trasformarsi in bocca in un concentrato di forze solari che quasi ti scalda la lingua, prima di irradiare la gola…
Nüaggi – Ciliegiolo Doc Golfo del Tigullio Portofino. Annata 2023. Gr. 12,5
Il nome Nüaggi deriva dalla vicina località. Vinificazione: macerazione per 36 ore sulle bucce, otto mesi sulle fecce fini e un mese in bottiglia.
Il vino:
Il colore vira dal rosso rubino con evidenti screzi violacei.
L’olfatto è intrigante, con sentori di frutti di bosco, ciliegia sotto spirito, in seconda battuta c’è il floreale, la violetta, un petalo di rosa fresco quasi fragrante, e una leggera spezia.
L’assaggio del vino è di medio impatto, buon apporto alcolico, segue una sensazione di freschezza e sapidità, con un tannino ben amalgamato alla sua massa e un margine di miglioramento nel tempo.
Un vino che rivela, oltre ogni apparenza le forze che lo hanno generato, con il respiro del produttore, il soffio vitale dal profondo per accordarlo al ritmo dell’esistenza, al di là del tempo e dello spazio.
Muntà – Rosso Doc – Golfo del Tigullio Portofino. Annata 2022 Gr. 14
Prodotto esclusivamente con uve di varietà Dolcetto, di vigneti di proprietà.
Vinificazione:
Macerazione di circa 8/10 giorni. Con 8 mesi di affinamento sulle fecce fini in serbatoi di acciaio inox, sosta due anni in bottiglia.
Il vino:
Di colore rosso rubino con screzi violacei, dove all’olfatto si percepiscono profumi di frutti di lampone, fragola e ciliegia e fiori di ribes, in sottofondo erbe aromatiche in un contorno fine e gradevole.
Al palato con leggera freschezza e astringenza, il tannino avvolto nella sua struttura molto è elegante e vellutato.
Un ottimo vino di grande beva, un’essenza che aderisce morbidamente alla lingua e persiste lungamente al palato, prima di compiere il suo tuffo al cuore. Ottimo
Non ho parole per ringraziare Federica e la sua famiglia – suo padre Antonio, sua madre Ester e sua zia Nadia – per l’accoglienza e la generosa l’ospitalità.
È stata una giornata importante .Fresca, eppure riscaldata dai vini degustati, tutti molto interessanti. La loro storia non si ferma qui…
Grazie infinite.
Sergio Garreffa
Sommelier dal 1982 Professionista Degustatore
e-mail sgbarolo@gmail.com
Cell. 347 5812919
Società Agricola “Casa del Diavolo”
Località Montà 1
Castiglione Chiavarese (GE)
E-Mail societacasadeldiavolo@gmail.com
Cell. 328 4760159
https://www.maremosto.it/it/p61-societa-agricola-casa-del-diavolo.html
