KA MANCINE’: LA VESTIGIA SARACENA DEL ROSSESE DI DOLCEACQUA. Antichi Vigneti dell’Ottocento nell’Entroterra di Imperia

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La Storia della Cantina Ka Mancinè di Maurizio Anfosso 

L’origine e la storia dei “Mancinei” di Soldano affondano le loro radici in tempi antichi. Il nome deriva dal capostipite che, essendo di fatto mancino, veniva così distinto dai vari “Pietro” presenti nel paese; così sono diventati la stirpe dei Mancini.

La parola “KA” aggiunta al nome Mancinè significa casa. L’utilizzo della “K” vuole richiamare la storia saracena del territorio e, allo stesso tempo, il tempo moderno in cui questa realtà si inserisce.

Dal padre Piero, classe 1943, agente di commercio di prodotti alimentari, e dalla madre Carla, Maurizio eredita il desiderio e la passione per la vigna. Nato nel 1979, per quattro anni è al servizio della cantina Altavia di Dolceacqua e in seguito, dal 2005 al 2010, lavora per l’azienda vinicola Terre Bianche di Filippo Rondelli.

Piero e Carla Anfosso

Esperienze che lo fanno crescere e gli permettono di comprendere i vari processi che passano tra il fare il vino per il proprio fabbisogno e il produrlo per mestiere.

Con tutta l’esperienza maturata in quegli anni, Maurizio decide di intraprendere il proprio percorso e nel 1998 realizza la sua cantina insieme alla moglie Roberta Repaci, classe 1970, conosciuta tra i banchi di scuola durante gli studi da perito aziendale a Bordighera.

Foto di famiglia, Roberta con Maurizio e la figlia Camilla

Insieme danno nuova linfa al territorio e realizzano il loro sogno: ridare vita alle colline circostanti e restituire vigore alla vigna. Oggi questo progetto continua anche grazie alla figlia Camilla, classe 2003, prossima alla conclusione degli studi in psicologia.

Nel 1998 avvengono i nuovi innesti nella zona vocata “Galeae”, acquistata definitivamente dalla famiglia Conte nel 1999, mentre nel 2009 vengono realizzati nuovi reimpianti.

Di fronte al Galeae sorge la vigna “Beragna”, il vigneto storico dell’azienda, datato 1876, dove ancora oggi resistono antichi ceppi di Rossese di Dolceacqua sostenuti dalle tradizionali “Scarasse”, gli antichi pali di sostegno. Una particolarità è rappresentata dalla parte alta, con il sistema ad alberello, e dalla parte bassa, con il sistema a cordone speronato.

Il loro Rossese di Dolceacqua è il vitigno a bacca rossa più importante e caratteristico della Liguria. Si racconta che la famiglia Doria scelse il Dolceacqua quale vino delle feste per la propria flotta della Repubblica Marinara di Genova. Secondo la tradizione, alcuni soldati prelevarono alcune barbatelle in Provenza e le impiantarono su queste colline.

Vigna Galeae di Ka Mancinè

Il vitigno in questione si chiama tuttora “Tibouren”, parente stretto del Rossese; un solo produttore lo vinifica in purezza ed è il Clos Cibonne, ma non presenta le stesse caratteristiche, sia nel colore sia nella struttura.
 Il Rossese dell’entroterra di Imperia, nelle tre zone della Valle Verbone, Roia e Nervia, è capace di regalare vini splendidi, tipici, sapidi come la brezza del mare, nervosi, ma anche ricchi di sfumature e dotati di ottima struttura.

È un vino elegante. Il clima si caratterizza per essere molto caldo; da un lato vi è una sorta di protezione garantita dalle Alpi, dall’altro si risente dell’influenza esercitata dal vicino mare, che crea un contesto ideale per la vite e permette di dare un vino di straordinaria eleganza.

Napoleone e altri personaggi storici sulle Colline del Rossese

Numerosi personaggi hanno contribuito alla storia di questo borgo. 
Tra questi Napoleone Bonaparte (1769-1821) che, assieme al Generale principe Essling André Massena, ebbe il piacere di conoscere questo territorio agli inizi dell’Ottocento, precisamente nel 1805, ospite della Marchesa Teresa Maria Bonarrota, consorte di Giovanni Battista Doria. Apprezzarono il Rossese a tal punto da inviare alcune botti alla corte di Parigi.

Il Rossese di Dolceacqua – o semplicemente Dolceacqua – ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata il 28 gennaio 1972, diventando la prima DOC della Liguria.

Nel 2011 è iniziato l’iter per il riconoscimento delle Nomeranze, o Soprannomi, o semplicemente MGA, Menzioni Geografiche Aggiuntive.

Dopo un lungo lavoro svolto da Filippo Rondelli e dallo storico Alessandro Giacobbe, insieme al contributo di un geologo, un cartografo e attraverso varie ricerche negli archivi comunali, si è arrivati all’identificazione di 33 Menzioni.

Il riconoscimento è arrivato con l’ultima vendemmia del 2025. Oggi possono essere citate in etichetta, Oggi possono essere citate in etichetta, anche se alcuni produttori avevano già iniziato a proporle nei loro vini.

Degustazioni:

Rossese di Dolceacqua Doc “Beragna” annata 2025 – Gr. 12,5

Il vigneto è posizionato all’altezza sul livello del mare a 350 mt. Vitigno piantato nel 1872, diviso in due appezzamenti, in un terreno scistoso marnoso di tipo calcareo.
Non a caso il vino inizialmente venne chiamato “Rocciese” un vino strappato alle rocce.

Vinificazione: L’uva viene diraspata solo per il 30%, vinificata per circa 8 giorni in vasche di acciaio, vengono utilizzati lieviti autoctoni per la fermentazione, sotto controllo della temperatura a 27/28° maturazione per circa 5 mesi in acciaio.

Il vino: Dal colore rosso rubino trasparente, con screzi violacei. All’olfatto si percepiscono profumi fini di frutta rossa, fragoline di bosco, ciliegie, corbezzolo e melograno, in un contorno gradevole, su un fondo di macchia mediterranea e una decisa sensazione salmastra.

Al palato una leggera freschezza e sapidità, una lieve vena tannica elegante e vellutata, nel finale la tipica sensazione amarognola che lo contraddistingue, abbracciato da una vena balsamica, in una lunga persistenza.

Rossese di Dolceacqua Doc “Galeae” annata 2024 – Gr. 13,5

L’appezzamento di terreno si colloca a 400 metri sul livello del mare, piantato nel 1998 su un terreno già in precedenza vitato dal vecchio proprietario Galeo, di cui prende il nome il vigneto.

Vinificazione: l’uva viene diraspata solo in parte, vinificata per circa 15 giorni in vasche di acciaio, si utilizzano lieviti autoctoni per la fermentazione. Controllo della temperatura a 28° C. Matura per circa 7 mesi sempre in acciaio.

Il vino: All’esame visivo il colore vira dal rosso rubino a riflessi leggermente violacei. L’olfatto è molto vigoroso, in questo caso spinge su piccoli frutti rossi, note floreali, con una evidente nota di elicriso, caratteristico di questo vitigno che rispecchia il suo microclima e il terreno di Soldano.

Al palato è eclatante, morbido e caldo, sorretto da un tannino presente, piacevole e aggraziato, al retrogusto una persistenza aromatica intensa, dove si percepiscono e si esaltano fragranti note di sottobosco, di resine, foglie secche e muschio in sottofondo, fanno di questo Rossese Galeae unico e caratteristico.

Rossese Doc Beragna 2025. Rossese Doc Galeae 2024. Rossese Doc Bugiardino. Rossese Doc Angè 2024

Rossese di Dolceacqua “Angè” Doc. Annata 2024 Gr. 14

Il nome Angè dallo zio Angelo, vigna impiantata a Soldano in località Galeae nel 1998, in un terreno scisto marnoso, ideale per questo vitigno.

Vinificazione: L’uva viene diraspata, vinificata per circa 20 giorni in vasche di acciaio, con lieviti autoctoni per la fermentazione, nessun controllo della temperatura. In fermentazione la massa viene toccata pochissimo, solo follature manuali. Matura per circa 10 mesi in barrique (età 13 anni) esce in commercio dopo circa 14 mesi.

Il vino: La sua veste ci mostra un colore rosso rubino con bagliori violacei. L’altro aspetto è la sua vivacità, che presagisce un buon contenuto di acidità a livello gustativo.

All’olfatto emana profumi inebrianti, troviamo il frutto nero e succoso, polposo come la mora, la prugna e una ciliegia matura, in seconda battuta un floreale, la magnolia, il mirto e note speziate, si percepisce una piacevole nota salmastra.

Vino di alta complessità, chiaro nei contenuti, pulito e delizioso. Al sorso il vino è di medio impatto, la sua apertura è di buon tenore alcolico che fa salivare e una leggera secchezza data dal tannino, un potenziale di miglioramento nel tempo per amalgamarsi. Un Angè con alti margini di miglioramento, per il suo aspetto gusto-olfattivo.

Rossese di Dolceacqua Doc “Bugiardino” Annata 2024 Gr. 13

Zone di produzione in località “Galeae” – Alpicella con una estensione di 10 mila metri, e il Bramusa vigneto storico, con una piccola superfice vitata di 3 mila metri, con allevamento ad alberello su piccole terrazze, nel comune di Soldano.

Vinificazione: fermentazione per 15 giorni in vasche di acciaio con lieviti autoctoni, controllo delle temperature 27/28° Maturazione per circa 9 mesi in Anfora Gress d’argilla Demetra e 2 imesi in bottiglia.

Anfora di Gress, per la produzione del Rossese Doc Bugiardino

Il vino: Il colore è un rubino vivido tendente al violetto. Si apre con una sorprendente caramella al lampone e marasche appena colte, con una rosellina di macchia molto delicata e fine, anche la speziatura è delicata e morbida, così come la liquirizia, con un tocco di ginepro e una nota balsamica che vira verso ricordi di sottobosco.

Al palato è un gorgoglio gustativo, con frutti polposi e maturi, la trama tannica è di notevole efficacia, piena, carnosa, ben presente, ma sostiene e rafforza i gusti raffinati e delicati.
Un vino il Bugiardino che raggiunge livelli di assoluta eccellenza che raramente ci è dato provare. Un vino che impressiona, ricco, da sembrare sconfinato.

Il sommelier Sergio garreffa con Maurizio Anfosso della cantina Ka Manicnè

Non ho parole per ringraziare Maurizio Anfosso per il trattamento ricevuto. È stato un pomeriggio ricco di dettagli nelle degustazioni e sulla sua famiglia.

La storia di Maurizio, di Roberta e Camilla non si ferma qui, prosegue con entusiasmo e tanta devozione per il loro territorio e la loro vigna. Grazie di cuore…

Sergio Garreffa Sommelier Professionista AIS e Degustatore
Cellulare 347 5812919
Mail sgbarolo@gmail.com


Ká Mancinè di Repaci Roberta
Via Maciurina n° 7 – Soldano (IM)
Cell. 339 3965477
email: Info@kamancine.it
sito web: www.kamancine.it


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Sergio Garreffa

Appassionato di cibo e vino, che ha inizio nel lontano 1982, con una carriera da degustatore professionista A.I.S. dal 2018 al 2022 Delegato del Tigullio Promontorio Portofino. Ambasciatore del Vermentino dal 2016 e miglior Sommelier della Liguria 2011, nonché secondo al master del Barolo, Sagrantino e Lambrusco e terzo posto al Prosecco e Friulano. Oggi con grande passione e amore qui su Art & Wine per recensire e descrivere le storie di importanti aziende del settore vinicolo.

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