SACRO CUORE DI GESU’, IL CAPOLAVORO DI POMPEO GIROLAMO BATONI. Dagli Archivi di Art & Wine MagazyBook
In occasione della ricorrenza della solennità della Chiesa Cattolica del Sacratissimo Cuore di Gesù, festa mobile che cade oggi 12 giugno 2026, ci pare doveroso ripubblicare in versione online uno degli storici reportage sull’Arte Sacra Cristiana pubblicati dal magazybook Art & Wine nel 2013.
Il Famosissimo Ritrattista Pompeo Girolamo Batoni
di prof. Liliana Barroero – pubblicato in origine su Art & Wine n. 23
Pompeo Girolamo Batoni (nato a Lucca nel 1708, morto a Roma nel 1787) fu ai suoi tempi un pittore famosissimo, il più celebre d’Europa. Tra i suoi clienti contava Federico II di Prussia, Maria Teresa d’Austria, la zarina di Russia Caterina, pressoché tutta l’aristocrazia britannica per la quale eseguì numerosi ritratti, e ovviamente i pontefici.
Oggi è pressoché sconosciuto al grande pubblico, tanto che molti ignorano che fu l’autore di una delle immagini sacre più note e diffuse, il Sacro Cuore, eseguito nel 1767 per la Chiesa romana del Gesù.
I contemporanei lo apprezzavano per le stesse doti che anche oggi possiamo riscontrare. Il suo disegno è impeccabile,il colore è squisito e ricco di sottili modulazioni; sa descrivere i più minuti particolari – oggetti, elementi di paesaggio, la differente consistenza dei tessuti – senza pedanteria, accordandoli in un insieme raffinato ed equilibrato, come nel Riposo durante la fuga in Egitto (vedi link PDF in fodnoi all’articolo) che mostra la Madonna e il Bambino addormentati, vegliati dagli angeli e da San Giuseppe.
Lo stesso sentimento di tenerezza traspare nella bellissima Sacra Famiglia dove un rugoso San Giuseppe, che ha appena chiuso il libro sul quale poggia le mani in un gesto di assoluta naturalezza, contempla con affetto la Madonna e il Bambino.
Batoni infatti fu pittore di grandi scene storiche e bibliche, di monumentali quadri d’altare (alcuni di essi superano i cinque metri d’altezza) e di spettacolari ritratti dei viaggiatori inglesi: quei “milordi”, com’erano chiamati allora, che amavano farsi ritrarre a grandezza naturale davanti alle antichità romane.
Il Pittore scelto dai Gesuiti per dipingere il Sacro Cuore di Gesù
Ma fu per le sue doti di grande interprete di un sentimento religioso profondo e capace di comunicare emozioni che i Gesuiti, nel momento del trionfo della cultura dell’Illuminismo, chiesero a lui e non ad altri pittori allora presenti a Roma di creare un’immagine che esprimesse quella “religiosità del cuore” da loro predicata: quel Sacro Cuore il cui messaggio arriva ancora oggi diretto ed immediato.
Liliana Barroero professoressa ordinaria di Storia della Critica dell’Arte Dipartimento di Studi Umanistici – Università Roma Tre
pubblicato in origine su Art & Wine n. 23 – clicca per guardare PDF con foto HD
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