SAGRANTINO, VINO TIPICO ED ESCLUSIVO. Il Nuovo Protagonista del Palcoscenico Enologico dell’Umbria – Le Cantine visitate dal sommelier Garreffa

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Il legame con il suo territorio di Montefalco

di Sergio Garreffa
Sommelier AIS dal 1982 Professionista Degustatore

Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, ricordava che l’uva Itriola era coltivata nelle aree di Mevania (all’epoca dei Romani Montefalco era parte del Municipio di Bevagna) e nel Piceno: «Itriola Umbriae Mevanatique et Piceno agro peculiaris est». Alcune fonti ipotizzano che il vitigno sia stato importato dall’Asia Minore dai seguaci di San Francesco di ritorno dai loro viaggi di predicazione in Asia Minore intorno al XIV-XV secolo.

Altre teorie circa l’origine del Sagrantino, ritengono che l’uva sia originaria della Spagna o che la sua introduzione sia stata a opera dei Saraceni. Poichè la varietà Sagrantino non mostra alcuna somiglianza con altri vitigni, (con dotazione di Polifenoli totali 4174 mg/litro contro i 3320 del Barolo e Antociani 517 mg/litro) si può considerare un vitigno di origine locale (Commissione per lo studio ampelografico dei principali vitigni ad uve da vino coltivati in Italia (Mipaf) dimostrando così la mancanza di qualche sua parentela con un noto vitigno comunemente coltivato nelle zone viticole del Centro Italia, come spesso si è erroneamente pensato (già nel 1596 Andrea Bacci identificava l’antica itriola con la Passerina).

Il nome sarebbe riconducibile ai Sacramenti (dal latino “Sacer” – Sacro) in quanto l’uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi o ancora perché era il vino che il contadino tirava fuori in occasione delle festività e delle ricorrenze religiose che scandivano la vita del tempo, come la Pasqua o il Natale.
Se già nel 1088 si scriveva di terre piantate a vigna in Montefalco, risalgono al Duecento numerosi documenti che testimoniavano la cura costante che “i vignaioli riservano al campo piantato a vigna”.

Dalla prima metà del Trecento le leggi comunali iniziavano
a tutelare vite e vino, dedicandogli interi capitoli e rubriche di statuti comunali. Nel 1451 il noto pittore fiorentino Benozzo Gozzoli, chiamato dai francescani ad affrescare l’abside della loro chiesa, oggi museo civico fra i più importanti del Centro Italia, alludeva forse al Sagrantino dipingendo la bottiglia di vino rosso sulla mensa del Cavaliere da Celano negli affreschi dedicati alla vita di San Francesco. La produzione di vino svolgeva a quei tempi un ruolo fondamentale sia nell’economia della città sia nella cultura, oltre che nel fabbisogno alimentare, tanto che a partire dal 1540 la data dell’inizio della vendemmia era stabilita con un’apposita ordinanza comunale. Ancora oggi questo evento è mantenuto vivo dalla Confraternita del Sagrantino, nata nel 1982, che a settembre raduna cittadini e curiosi in piazza per la lettura dell’antico scritto.

Vengono ricordati eventi come la gelata dell’inverno 1586 che fu un flagello per le piantagioni viticole di Montefalco, che tornarono a produrre soltanto dopo alcuni decenni. La qualità dei vini di Montefalco fu testimoniata anche da Cipriano Piccolpasso – provveditore della fortezza di Perugia – durante la stesura della sua opera

«Le piante et i ritratti delle Città e Terre sottoposte al Governo di Perugia» nel 1565. In quest’opera – commissionata dallo Stato Pontificio con lo scopo di rilevare piante e “ritratti” sullo stato di conservazione delle rocche e delle forti vocazioni della provincia di Perugia – scrisse che in Montefalco si coltivavano belle et bone vigne, che producevano delicati vini. Nel 1622 il cardinale Boncompagni, legato di Perugia, inasprì severamente le sanzioni stabilite dallo statuto comunale, prevedendo persino “la pena della forca se alcuna persona tagliasse la vite d ’uva”.

Nell’Ottocento il Calindri, nel suo “Saggio geografico, storico, statistico del territorio Pontificio”, cita Montefalco “al vertice dello Stato per i suoi vini”. In quel periodo iniziano ad arrivare importanti riconoscimenti al Sagrantino, vitigno vocato alla scarsa produttività. Nel 1925 alla Mostra enologica dell’Umbria, la cittadina è definita centro vinicolo più importante della regione: “Montefalco occupa il primo posto nella cultura del vigneto specializzato con un prodotto medio annuo di 80 quintali per ettaro”, con circa mille ettari e 2 milioni di bottiglie.

Antiche Piergole, Vitigno del 1850

Quasi scomparso dai vigneti umbri negli anni ‘60, è stato recuperato grazie all’impegno di alcuni coraggiosi vignaioli, ottenendo il 30 ottobre 1979 il riconoscimento della Doc, seguita il 5 novembre 1992 dalla Docg, suggello della lunga e importante tradizione. Nel 1998 le poche viti di Sagrantino ancora vegetanti entro le mura urbane di Montefalco sono etichettate e classificate: le famose “Piergole” citazione del 1575 Memoria Storica 1998 è stato accertato che alcune di esse risalgono a periodi compresi tra il 1700 ed il 1850. Qualcuna di queste viti la si può trovare negli antichi Monasteri di Santa Chiara e di San Leonardo a ribadire la sacralità e la discendenza di questo vino.

L’Azienda Agricola e Frantoio Moretti Omero.

La storia del vino nella famiglia Moretti nasce alla fine del 1920, quando nonno Domenico comprò con i risparmi di emigrato il primo terreno, tre ettari di vigneti ed uliveti nella zona di San Sabino di Giano dell’Umbria.

Azienda Agricola Moretti Omero

Il figlio Giuseppe, vendeva vino sfuso, finchè il nipote Omero ereditando la passione per il vino ottenne la certificazione biologica nel 1992 decidendo di imbottigliare nel 1997 il suo primo Montefalco Sagrantino.

Con l’impegno di tutta la famiglia, con la moglie Daniela e le figlie Giusy e Lucia, e non tanto tempo fa con l’inossidabile nonna Quinta, strepitose le sue ricette della cucina Umbra, che si possono imparare su Youtube.

Il sommelier Sergio Garreffa con Omero Moretti

Oggi l’azienda agricola vanta 14 ettari vitati e 16 ettari di l’estensione a uliveto, producendo olio Extra Vergine d’Oliva, da qualche anno con la produzione del Sagrantino Vignalunga, di cui il nome deriva dalla forma della vigna che si è naturalmente allungata quasi cercando l’esposizione migliore e il Sagrantino di Montefalco Faccia Tosta…

Degustazione del Montefalco Sagrantino Docg Bio. Annata 2017 di Moretti Omero.

Fermentazione 15 giorni. Macerazione 20 giorni sulle bucce, contatto fecce fini per 6 mesi. Bâtonnage.

È un vino di grande struttura ottenuto esclusivamente da uva Sagrantino. Grazie al ricchissimo corredo di polifenoli e di tannini, questo vino ha una longevità straordinaria. Necessita quindi di un lungo periodo di affinamento nel legno prima, nella bottiglia poi.

Il vino:

Dal colore rosso rubino vibrante, luminoso, di media intensità con un leggero tocco granato, buona profondità.

Montefalco Sagrantino Dop di Moretti Omero 2017

L’olfatto esordisce con un vago ricordo speziato e note tostate, sono a rafforzare la rosa di macchia ed i frutti di bosco, la mora di rovo in primis, uniti ad un leggero ricordo di liquirizia a completare il quadro aromatico, grande eleganza, pulizia e precisione e personalità.

Al palato riaffiorano le spezie dolci di cannella e vaniglia, con l’eleganza del lampone e della prugna, i tannini con vigore sorreggono una lunga e consistente persistenza.
Ottima progressione gusto-olfattiva, difficile da dimenticare.

Azienda Agricola Moretti Omero
Frazione San Sabino 19, 06030
Giano Dell’Umbria (PG)
Tel. 0742 90426
Email – info@morettiomero.it


Azienda Agricola Romanelli

Non basta parlare di una felice intuizione per spiegare il successo ottenuto da questa azienda con il suo Sagrantino di Montefalco, bisogna aggiungere la capacità nel perseguire l’obbiettivo sperimentando nuove soluzioni in campo viticolo, loro ci sono riusciti.

Il sommelier Sergio Garreffa Azienda Agricola Romanelli

La loro storia inizia nel 1978, si trova nel territorio di San Clemente di Montefalco, sono nel cuore dell’Umbria.

Con la passione di Amedeo e Costantino Romanelli, padre e figlio, l’azienda agricola è legata al territorio e alla tradizione, oggi tre generazioni, accanto a loro ci sono le mogli Anna Maria e Anna Rita e i figli Devis e Fabio.

Degustazione del Montefalco Sagrantino “Terra Cupa” Docg Annata 2019

Dopo la vendemmia riposa sulle bucce per quasi due mesi, viene lasciato maturare a lungo in botti di rovere di diverse grandezze e riposa in bottiglia per almeno un anno prima di essere commercializzato.
Il nome Terra Cupa deriva da quello di una strada che costeggia parte del loro vigneto più importante, con terreno argilloso e calcareo, regalando al vino peculiarità insolite e piacevoli al palato.

Il vino:
Ha un bel colore rosso rubino piuttosto cupo con qualche riflesso granato. Molto classico il profumo, con leggere evoluzioni aromatiche sul floreale, con geranio e viole appassite, con frutto ancora integro e fragrante, seguono note di mora di rovo e spezie vive e piccanti.

Montefalco Sagrantino Dop della cantina Romanelli

Al gusto entra con lieve dolcezza, data dal frutto di media consistenza, tannino non troppo fitto ma di buona grana, appena ruvido, che solletica piacevolmente il palato.Al retrogusto si sofferma su ricordi di liquirizia ed erbe essiccate e sottobosco.

Un vino da lungo invecchiamento, è possibile gustarlo giovane, ma non potrà che migliorarsi nei successivi dieci anni.

Romanelli
Località Colle San Clemente 129. Montefalco (PG)
Tel. 0742 378531
Mail: info@romanelli.wine

Sergio Garreffa
Sommelier dal 1982 Professionista degustatore
e-mail sgbarolo@gmail.com
Cell. 347 5812919


articolo di Sergio Garreffa
Sommelier AIS dal 1982 Professionista Degustatore
e-mail  sgbarolo@gmail.com

TOP BAROLO CRU: LA SELEZIONE DI ART & WINE. Migliori Vini MGA secondo Garreffa: vicecampione nazionale AIS Nebbiolo

 

Sergio Garreffa

Appassionato di cibo e vino, che ha inizio nel lontano 1982, con una carriera da degustatore professionista A.I.S. dal 2018 al 2022 Delegato del Tigullio Promontorio Portofino. Ambasciatore del Vermentino dal 2016 e miglior Sommelier della Liguria 2011, nonché secondo al master del Barolo, Sagrantino e Lambrusco e terzo posto al Prosecco e Friulano. Oggi con grande passione e amore qui su Art & Wine per recensire e descrivere le storie di importanti aziende del settore vinicolo.

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