PODERI ODDERO, STORICO MARCHIO DI BAROLO A LA MORRA: La fondazione risale alla fine del XVIII secolo

PODERI ODDERO, STORICO MARCHIO DI BAROLO A LA MORRA: La fondazione risale alla fine del XVIII secolo
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di Sergio Garreffa
(sommelier professionista AIS – II classificato Nebbiolo Master 2017 AIS)

Un marchio storico, tra i produttori del Barolo, la cui fondazione risale alla fine del XVIII secolo

E’ una lunga storia, che si ripercorre attraverso gli atti notarili. Tra il Sette e l’Ottocento, Giovanni Battista Oddero (1794-1874) e in seguito i suoi figli Lorenzo (1821-1903) e Luigi (1832-1893) cominciano a vinificare e a vendere in piccoli fusti. L’imbottigliamento arriva solo nel 1878 con Giacomo Oddero (1851-1915) e riscuote successo sia nelle Americhe sia in Italia, con importanti riconoscimenti: già nel 1911 il loro Barolo è protagonista all’Esposizione Internazionale di Torino in occasione del 50° anniversario dell’Unità d’Italia.

Con un altro Giacomo Oddero – nipote del primo Giacomo – si entra nella storia contemporanea. Protagonista della langa e punto di riferimento per chi desidera una vita dedicata interamente al territorio e alla viticoltura, il suo insegnamento e la sua caparbietà sono da esempio per un’intera generazione.

Giacomo si laurea in Farmacia a Torino, ma il suo percorso prende in seguito un’altra direzione. E’ un giovane Sindaco di La Morra dal 1964 al 1970 e in quegli anni si dedica al grande problema che attanaglia tutto il comprensorio, cioè la mancanza d’acqua. Dopo lunghe trattative viene costruito l’acquedotto delle Langhe, da La Morra a Verduno fino a convogliare l’acqua a Limone e fin verso le colline del Roero, con 670 chilometri di tubature. Giacomo è così il pioniere e l’artefice della rinascita in Langa della viticoltura. Diceva sempre: “Senza acqua non si fa il vino, prima di fare una cantina guardate se avete la possibilità di avere l’acqua a disposizione”.

Annate storiche della cantina Oddero 1958 e 1961

Diventato Presidente della Camera di Commercio – prima Provinciale, poi Regionale – affronta altri problemi come quello della tutela del vino, il Nebbiolo da Barolo e il Barbaresco. Giacomo pensava a nuove leggi che proteggessero ed elevassero la qualità del vino dalle terre albesi, con incontri mirati e frequenti per promuovere il valore dei prodotti agricoli. A questi incontri partecipavano tra l’altro Arnaldo Rivera, Battista Rinaldi, Giovanni Gaja e alcuni Sindaci della zona. Il 23 aprile del 1966 il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat firma i decreti che riconoscono la Denominazione di Origine Controllata del Barolo e del Barbaresco.

Giacomo ricorda la vendemmia del 1972, che fu disastrosa sia dal punto di vista della qualità che della quantità. I vinificatori del Barolo e del Barbaresco rinunciarono alla produzione proprio nell’anno in cui i produttori si unirono sull’importanza di chiedere la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita, che avvenne solo il 1 luglio del 1980 per il Barolo e il 3 ottobre per il Barbaresco.

Per la sua Langa Giacomo non si tira indietro neanche in veste di assessore Provinciale all’Agricoltura. Ad esempio, si occupa dei vari problemi relativi agli allevamenti dei bovini e ne tutela le razze con leggi adeguate e attraverso la valorizzazione dei formaggi tipici.

Le 80 vendemmie del patriarca Giacomo Oddero 

Giacomo Oddero nasce alla Morra il 16 settembre 1926 da Giovanni Oddero e Maria Badellino. Nel 1929 i due hanno un altro figlio, Luigi. I due fratelli crescono nella cascina di famiglia a Santa Maria di La Morra. Alla sua prima vendemmia Giacomo ha 15 anni: oggi possiamo dire che ne ha raggiunte un’ottantina. Si laurea nel 1950 all’Università di Torino, dove costruisce la sua professione di farmacista. Nella primavera del 1953 si sposa con Carla Scanavino, conosciuta ai tempi del Ginnasio e a sua volta laureata all’Università di Farmacia.

Giacomo Oddero durante una premiazione pubblica

Giacomo e Carla – insieme ad un’altra coppia di farmacisti, Luciano De Giacomi (Fondatore dei Cavalieri del Tartufo e dei vini d’Alba) e sua moglie Clotilde Viglino – acquistano una farmacia nel centro di Alba. Il 21 dicembre 1976, i Ministri dell’Industria Carlo Donat Cattin e dell’Agricoltura Giovanni Marcora nominano Giacomo Oddero Presidente della Camera di Commercio di Cuneo, dove rimane in carica fino al 1992.

Dal 1979 al 1991 è Presidente Union Camere di Commercio del Piemonte. Dal 1973 al 1991 Presidente del Consorzio Acquedotto delle Langhe e delle Alpi Cuneesi. Altra carica importante è quella di Presidente della Cassa di Risparmio di Cuneo dal 1987 al 1994, e – dal 1992 al 2006 – Presidente Fondatore Nazionale Assaggiatori Formaggi e del centro Studi sul Tartufo.

La cantina Oddero con le sue botti grandi

Grazie al suo grande lavoro e all’impegno istituzionale, consente scambi commerciali ed economici. Nel 1979, il ripristino della linea ferroviaria Cuneo-Nizza, parzialmente distrutta nel corso della seconda Guerra Mondiale, diventa essenziale per i rapporti commerciali con i porti della Liguria.

Il sogno di Giacomo è far diventare la cultura del Tartufo Patrimonio dell’Umanità Unesco, così nel 2013 viene presentata la candidatura all’ufficio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. E nel giorno del suo 90° compleanno, il 16 settembre 2016, nella Sala della Giunta della Regione Piemonte la proposta viene finalmente accettata. L’Amministrazione comunale di Alba onora Giacomo Oddero per il suo impegno civile e comunitario, anche se la sua principale passione è stata la viticoltura delle Langhe e in primis la sua azienda agricola.

Maria Cristina Oddero con il figlio Pietro e la nipote Isabella

Giacomo, alla bellezza di 96 anni, con 35 ettari vitati di cui 16,5 coltivati a Nebbiolo e Barbaresco, oggi fa solo fugaci apparizioni in azienda ed è sostenuto dalle sue figlie Maria Vittoria e Maria Cristina – che vantano studi di agraria all’Università di Torino e una specializzazione in Viticoltura ed Enologia. Il futuro è nelle mani dei giovani emergenti dell’azienda, la settima generazione, con i nipoti Pietro e Isabella. I due ragazzi hanno acquistato un appezzamento di circa 3 ettari di vigna nella zona del Timorasso, vicino a Monleale. Il loro nuovo vino uscirà nel 2023 e sarà presentato con il nome di ‘Monlià’.

Vini in degustazione

Langhe Doc Riesling 2020

Vitigno Riesling Renano con due cloni selezionati, in frazione Santa Maria, nella zona San Biagio a nord-ovest di La Morra. Un grandissimo vitigno, come afferma Maria Cristina, si esprime bene in questi territori. Con circa un ettaro, con l’impianto del vigneto nel 2006, con questa etichetta la cantina Oddero rinnovano e ampliano la loro già prestigiosa gamma di grandi prodotti.

I primi anni con un blend Riesling e Chardonnay e dall’annata 2016 solo 100% Riesling, per arrivare al massimo della produzione a circa 10 mila pezzi. Imbottigliamento fine maggio/giugno e un anno circa in bottiglia, solo acciaio per il momento, per questo vino hanno deciso di utilizzare la chiusura con il tappo a vite.

Il vino

Il vino ha entusiasmato già dal suo colore, giallo paglierino con ricami verdolini, molto luminoso, cristallino.Emergono all’olfatto il frutto della passione e una mela renetta e pesca gialla, con tinte di agrumi, pompelmo e ananas, una piacevole sensazione di idrocarburi e una nota floreale in sottofondo.

Al palato è accattivante con una spalla acida ben definita, veemente e allo stesso tempo una traccia minerale gessosa, in un finale deciso ed elegante, molto persistente. Ben figura nel panorama di Riesling prodotti di alto livello qualitativo. Ottimo.

La nuova cantina dei Poderi Oddero e la raccolta di annate storiche dell’azienda

Barbera d’Alba Doc Superiore 2019 Gr. 14

Con vigneti a Santa Maria La Morra e Castiglione Falletto, in zona Villero. Fermentazione in acciaio, macerazione in vasche di fermentazione di 15 giorni – dipende dalla consistenza delle bucce, con fermentazione malolattica subito dopo. In rovere dai 14-16 mesi, segue imbottigliamento in estate.

Il vino

Un rosso rubino compatto, consistente, di elevata carica cromatica. Al naso un mosaico di sensazioni fruttate, con intensi profumi di mora, rosa canina e ciliegia sotto spirito e leggere spezie, un eco di sambuco e genziana avvolto da nuance balsamiche. Al sorso è un’esplosione di gusto e convincente la struttura e l’equilibrio.

La fitta trama alcolica è ben bilanciata da una sottile presenza tannica senza eccessi, grazie alla vibrante vena acida e sapida, che ne esalta la bevibilità. Chiude su ricordi di legno e liquirizia che accompagna il finale. “Generosa Barbera, bevendola ci pare d’essere soli in mare sfidanti una bufera” così scriveva Giosuè Carducci.

Barbera Docg “Nizza” 2019 Gr. 14,5

La prima annata è del ‘90/91, prodotta nel comune di Nizza Monferrato, in zona Vinchio. Solo nel 2014 ha cambiato denominazione ed esce in etichetta solo “Nizza”. Con circa un ettaro vitato, è l’unica bottiglia della loro gamma in stile Bordolese.

Vinificazione e macerazione per 15 giorni in acciaio inox, segue la fermentazione malolattica. Affinamento in botti di rovere da 40/50 ettolitri. Con invecchiamento di 16 mesi e assemblaggio in primavera.

Il vino

Sfoggia un rosso rubino, con un elegante riflesso granato, ottima consistenza, che anticipa l’imponente struttura.All’olfatto intenso e sfaccettato, emergono confettura di ciliegia e susina, prugna disidratata e sentori di iris, rose e legni balsamici, cumino e pepe.

Al palato l’equilibrio è giocato tra alcol e acidità a cui si aggiunge una moderata tannicità. Resta una buona sapidità che accompagna il finale, caratterizzato da leggere tostature di caffè e liquirizia, che allietano il sorso.

Moscato d’Asti Docg 2021

Moscato d’Asti Docg 2021 Gr. 5

I vigneti situati in zona Trezzo Tinella, Cascina Fiori – in dialetto Fiù – sono un’eredità della nonna Maria e solo nel 2010 passano ai figli Giacomo e Luigi. In principio le uve venivano vendute. Solo nel 2006 avviene la prima produzione a La Morra.

Le uve raccolte a mano nella prima decade di settembre, dopo la diraspatura e pigiatura, subiscono una crio-macerazione a temperatura controllata per circa 12 ore e il mosto pressato viene lasciato a fermentare in acciaio inox a freddo. Con autoclavi nuove e con due imbottigliamenti, la produzione oggi si aggira sulle 15 mila bottiglie. Un tempo non tanto lontano, uva e pane erano la loro merenda.

Il vino

Il Moscato si presenta alla vista di un giallo paglierino con screzi dorati, con spuma ricca e persistente. L’olfatto è un mosaico di fragranti profumi, aromatico in cui spiccano note di fiori bianchi, seguono pesca gialla a polpa bianca e note di salvia, in sottofondo note di mandarino con il pompelmo e tracce di erbe aromatiche. Al palato è fresco, con la dolcezza che non prevarica.

Barolo Classico Docg 2018 Gr. 14

I vigneti vengono acquistati dagli eredi di Vignolo Ferdinando Lutati alla fine degli anni ‘80. Dal 2004 in poi si uniscono uve diverse, tra cui: Comune di La Morra, Santa Maria Bricco Chiesa il “vigneto vicino casa” in dialetto Sit-Cà e Capalot sempre alla Morra. Comune di Castiglione Falletto con Bricco Fiasco.

Quella del 2018 è un’annata disastrosa e difficoltosa, le piogge compromettono la raccolta e la produzione, così l’azienda concentra le uve di varie zone diverse per avere comunque un prodotto di alta qualità. Nel Barolo 2018 solo con Villero, Rocche di Castiglione, Bussia e Monvigliero vengono aggiunte al Barolo Classico.

La selezione delle uve in vigneto è rigida. La fermentazione e la macerazione in acciaio inox per circa 20 giorni a temperatura controllata di 28-29° C e separazione per i vigneti così come per la malolattica. Con affinamento separato dei Barolo di provenienza dai diversi vigneti in botti di rovere austriaco e di Slavonia per circa 30 mesi. Nel 2018, proprio a causa del maltempo, vengono prodotte solo due Mga “Menzioni Geografiche Aggiuntive”: il Barolo Vignarionda e il Barolo Brunate.

Il vino

Ha un colore rubino con bagliore granato di media intensità con un riflesso sull’unghia aranciato. Al naso un tocco floreale con note di camino e legni aromatici, una speziatura dolce e insieme piccantina, con fragranze fruttate che ci ricorda il lampone, amarena e piccoli frutti di bosco.

Al sorso stupisce per la bella consistenza fruttata matura e densa, rafforzata da spezie decise, in una trama tannica minuta ma viva, che prolunga la sensazione gustativa sulle ultime note di liquirizia e una nota balsamica come il ginepro. Vino elegante, classico e austero, un prodotto che per coglierlo al meglio sarebbe opportuno aspettare qualche anno e gustare il meglio della sua personalità.

Un tris di grandi vini: dal Barolo classico al Barbaresco Gallina e al Barolo Russia

Barbaresco Docg Gallina 2019 Gr. 14.5

Il primo anno del Barbaresco Classico risale al ‘900. Un fatto curioso: il nonno, il primo Giacomo Oddero, scrive una lettera al Presidente della Scuola Enologica di Alba Domizio Cavazza, per avere e provare le nuove barbatelle. Essendo una cantina Storica, può vinificare le uve di Barbaresco nella cantina a La Morra. Pur avendo una storia ben diversa, il Barolo e il Barbaresco nascono nella stessa zona, nel cuore delle Langhe.

Il Barbaresco viene coltivato su terreni prettamente “Sabbiosi” e il risultato del Nebbiolo risulta differente, già dal colore più tenue. Il Barolo a sua volta è un vino che nasce dalle “Marne” terreni composti da sabbia, calcare e argilla. Ma le vere sfumature ne fanno la differenza i disciplinari, in soli 20 chilometri le peculiarità del vino sono nettamente diverse.

Il vino

Il colore è rubino granato di media intensità e lucentezza. Il suo profumo è estremamente classico con ricordi di legna arsa, mallo di noce e un floreale di rosa e il geranio, il suo frutto spazia tra il lampone e il melograno con la dolcezza del corbezzolo, le spezie sono dolci senza essere vanigliate, e in sottofondo una nota di liquirizia e fungo.

Al sorso porta con sé i frutti appena maturati, la morbidezza della cannella, la vivacità dell’acidità e il tannino fine e dinamico che crea una trama larga e sul finale una lieve astringenza. Un Barbaresco con un carattere generoso ed informale, che può avere un approccio al meglio delle sue caratteristiche dopo qualche anno di invecchiamento.

Barolo Docg Bussia Riserva 2015 Gr. 14,5

Siamo a Monforte d’Alba, nella vigna denominata Mont d’Oca o Mondoca, nella zona della Bussia Soprana, un bricco che sovrasta la borgata e che divide questa Mga dalle vigne di Romirasco e del Gabutti e scende alla Bussia Sottana. Un terreno ricco di calcare bianco, povero di sostanze organiche. L’annata 2015 è molto asciutta, ma presenta maggiore pienezza e volume.

Fermentazione e macerazione per 30 giorni a temperatura controllata di 28-29 C, segue la fermentazione Malolattica. Affinamento in botti di rovere da 30 hl per circa 36 mesi. Nelle migliori annate la Vigna Mondoca è riserva, con una permanenza in cantina di 5 anni.

Il vino

Ha un bel colore granato con riflesso aranciato. Al naso è delicato con frutto molto dolce e maturo, rafforzato da note tostate e da ricordi di camino, che non copre il fiore appassito e le dolci spezie e una sensazione di oliva matura.

L’impatto gustativo è ricco succoso e polposo, caldo e allo stesso tempo morbido, con la sua trama tannica molto fine ma potente, intessuto di volume e maturità. Un vino complesso, nel suo insieme lascia trasparire una impronta muscolosa, di grande personalità, tra qualche anno potrà farsi più intrigante e più godibile.

Barolo Docg Vignarionda Riserva 2012

Barolo Docg Vignarionda Riserva 2012 Gr. 14.5

Siamo nel comune di Serralunga d’Alba con formazione di Lequio, ossia sabbia e arenarie giallo – rossastre, terreni ricchi di carbonato di calcio e manganese L’impianto del vigneto è del 1966 e la prima annata è del 1985. La Riserva 2012 esce nel settembre 2021 con 9 anni di affinamento. Dalle uve della Vignarionda si ottengono Baroli di grande struttura, tannici e votati all’invecchiamento. Sia il Barolo Bussia che il Barolo Vignarionda vengono vinificati in tini di rovere austriaco da 80 ettolitri.

Il vino

Colore granato abbastanza cupo con riverbero aranciato. Con note di legno tostato e camino, a cui seguono note ben speziate con chiodo di garofano e ginepro, dal ricordo balsamico. Frutto maturo di marasche e lamponi e leggero sentore floreale.

Al palato ha una buona sapidità fruttata, matura e polposa, con tannini esuberanti, fini e maturi, appena stuzzicanti e vivi, con una acidità che formano un buon tessuto fitto e ricco, di liquirizia, mandorla e un vago sentore di caffè che si prolunga nel finale. Una Vignarionda di carattere, generoso ed elegante, nel suo insieme equilibrato in tutti i suoi aspetti. Un vino che dà forti emozioni.

Sergio Garreffa Sommelier Professionista con Oddero Maria Cristina

Un nuovo importante acquisto è stato fatto dalla famiglia Oddero nel 2018, è la Mga di grande valore, in Langa è denominato un Marcaleone, un vigneto di prestigio di alta qualità e parliamo di 0,78 ettari del Monvigliero in zona Verduno. Una nuova etichetta con una prima produzione di 300 bottiglie. Né sentiremo parlare presto con l’uscita prevista nel 2023.

“I loro vini hanno una qualità come pochi al mondo: è il fascino del Nebbiolo da Barolo.

Passeggiando sulle colline si percepisce l’atmosfera della loro terra e del loro lavoro, dove la vigna e il vino sono storia, senso di appartenenza e soprattutto, come Giacomo ci insegna, attaccamento alle proprie radici. Per chi ama il vino come noi, non è solo cultura, ma sempre una grande emozione”. Grazie alla famiglia Oddero per l’ospitalità ricevuta.

Sergio Garreffa
(sommelier professionista AIS – II classificato Nebbiolo Master 2017 AIS)


Poderi e Cantine Oddero
Di Mariacristina Oddero e Mariavittoria Oddero
Frazione Santa Maria 28
12064 La Morra (CN) Italia
Tel. 0173 50618
Email: info@oddero.it


Villa Carla – Oddero
Situata a Barolo, offre 4 suite, cucina completa di servizio e alti dettagli e comfort, con piscina all’aperto, balcone con vista panoramica sul castello e parcheggio privato.
Via Monforte, 10, 12060 Barolo (Cn)
Cellulare 331 2278472

 

 

Sergio Garreffa

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