ROCCHE DEI MANZONI, LA REGGIA DEL BAROLO. Grandi Cru ma anche Brut millesimati di Rodolfo Migliorini

ROCCHE DEI MANZONI, LA REGGIA DEL BAROLO. Grandi Cru ma anche Brut millesimati di Rodolfo Migliorini
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Il motto aziendale di Rocche dei Manzoni
“Unico obbiettivo grandi vini di alta qualità”

di Sergio Garreffa
(sommelier AIS – II classificato Nebbiolo Master 2017 AIS)

La cantina Rocche dei Manzoni nasce per volontà di Valentino Migliorini nel 1974 a Monforte d’Alba in località Manzoni. “Ricordo che quando comprai i primi 20 ettari di vigne, negli anni in cui tutti fuggivano via da queste terre, non fui esente da essere guardato con diffidenza da chi non comprendeva questo mio interesse nei confronti del Nebbiolo da Barolo”

Valentino Migliorini, fondatore della cantina Rocche dei Manzoni

Già proprietario insieme alla moglie Jolanda di un ristorante stellato a Caorso, in provincia di Piacenza, decidono di acquistare un cascinale nelle langhe, proprio a Monforte d’Alba. Dalla sua grande esperienza di viticoltore e con una lungimiranza di percorrere i tempi, Valentino nel 1976 creò il primo vino in assemblaggio di Langa il Bricco Manzoni, con un uvaggio di Nebbiolo e Barbera.

L’immensa barricaia a con le volte a crociera con cupola studiate archittettonicamente per un ottimo riciclo dell’aria

Non pago nel 1978 produsse uno spumante Metodo Classico e per la prima volta introdusse le barriques per l’affinamento dei rossi in piccoli carati di rovere che raggiunse in breve tempo le 300 unità. Nel 1982 la barrique fu impiegata per tutte le vinificazioni e nel 1999 fu prodotto il primo Barolo Riserva 10 anni. Ha portato l’azienda ad affermarsi quale grande interprete dei vini rossi piemontesi e ad aprire la strada alla produzione di spumante Metodo Classico nelle Langhe.

Il pantheon del vino nel cuore della cantina di Rocche dei Manzoni: la cossidetta Sistina di Langa

Tra le sue memorabili imprese c’è anche quella di aver creato la “Sistina di Langa”. La zona centrale e più sottorreana della cantina, infatti, è stata costruita come una reggia: con marmi di varie colorazioni ed una gigantesca cupola affrescata dall’amico artista piemontese Guy Rivoir, già autore del logo su tela della cantina. Parlare di questo pantheon del vino richiederebbe un lunghissimo articolo che a breve faremo. Per il momento vi rimandiamo a quello già pubblicato nel 2009 dal magazine Art & Wine.

 

Priorità: la ricerca dell’eccellenza

La filosofia di Valentino è sempre stata improntata alla ricerca di un vino dalle grandi doti, capace di avere una costanza tra le varie annate, ecco il motivo perché si è atteso molti anni prima di proporre sul mercato un “Cru” da un nuovo vigneto, così afferma Rodolfo Migliorini oggi alla guida dell’azienda, (dopo la prematura scomparsa del padre nel 2007), con la moglie Roberta e da un fidato gruppo di collaboratori, grande passione e dedizione nella ricerca nella sperimentazione.

A sostegno della tesi nel 2016 esce in commercio la prima Cuvèe dell’azienda, Valentino Brut Cuvèe Special Door 185th, uno spumante che durante la sua permanenza in bottiglia che dura 8 anni, viene sottoposto ad una sollecitazione musicale misurata e controllata, sia come tempo che come intensità per ottimizzare l’attività dei lieviti.

Il titolare Rodolfo Migliorini con i suoi Barolo Cru (Menzioni Georgrafiche Aggiuntive – MGA) di eccellenza

Oggi l’azienda vanta 50 ettari di proprietà tutti collocati nel comune di Monforte d’Alba per una scelta della famiglia Migliorini, la loro produzione si attesta intorno alle 250 mila bottiglie con 18 prestigiose etichette. Altra sperimentazione e novità è aver introdotto l’uso dei serbatoi ovoidali di cemento per l’affinamento dei suoi vini.

Il progetto è iniziato nel 2008 anno i cui Rodolfo Migliorini acquistò le prime uova di cemento naturale destinandole alla produzione dei vini bianchi, come il Langhe Doc e Chardonnay “l’Angelica”. Questa particolare forma è risultata fondamentale nella vinificazione di questa tipologia di vini in quanto permette un rimestaggio naturale capace di ricreare un batonnage lieve e continuo, che consente alle fecce leggere e ai lieviti di rimanere in costante sospensione, regalando ai vini grassezza, pulizia ed eleganza.

I serbatoi ovoidali di cemento

Dal 2009 dopo le prime sperimentazioni il suo uso fu esteso anche ai vini rossi. Grazie alla porosità delle sue pareti di cemento i sentori che fanno seguito alle fasi di vinificazione in legni nuovi di primo passaggio vanno ad armonizzarsi con gli aromi varietali, non risultando mai predominanti.

I vini nascono dall’agricoltura sostenibile, volta a ridurre le sostanze anticrittogamiche, senza pesticidi, nemmeno quelli naturali. “Abbiamo insediato nidi di pipistrelli, api, calabroni e uccelli insettivori creando loro l’habitat ideale per proliferare e proteggere così le vigne” spiega Rodolfo Migliorini.

La sua attenzione alla natura è tale che una volta all’anno vengono invitati gli esperti della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) a verificare le nidificazioni.

 

La storia di sua “Maestà” il Barolo.

Già dal Medioevo l’antenato del Barolo già godeva della fama di vino regale, infatti era spesso presente sulla tavola di Luigi XIV e altri grandi estimatori come Re Carlo Alberto, i Marchesi di Saluzzo e quelli del Monferrato, anche Maria Cristina di Savoia.

Ma a decretare il successo e la grande rivoluzione furono i Falletti di Barolo con il Marchese Carlo Tancredi Falletti con la Marchesa Jiuliette Colbert Francoise Victurienne, sposi a Parigi il 18 agosto 1806 (nasce il 27 giugno 1785 in Maulévrier in Vandea regione dei paesi della Loira, da nobile famiglia, il prozio Jean-Baptiste fu Ministro delle finanze del Re Sole, il padre Edouard era Marchese alla corte di Napoleone, la Marchesa mancherà il 19 gennaio 1864 a Torino, Venerabile da Papa Francesco nel 2014).

Giulia Colbert abituata ai vini potenti di Borgogna e Bordeaux, incaricò Louis Oudart già conosciuto da Camillo Benso Cavour, avendo a Genova un deposito di vini assieme al cugino, di dare una nuova struttura al vino che non aveva una completa fermentazione, per cui risultava un vino dolce, poco alcolico e che andava bevuto giovane. Con la sua esperienza e con l’aiuto del generale Paolo Francesco Staglieno, autore tra l’altro del libro sulla “Metodologia di Vinificazione” il vino diventava più forte, capace di mantenersi per tanti anni e invecchiare migliorandosi.

Vittorio Emanuele decise di convertire i suoi terreni di Serralunga d’Alba in vigneti e Cavour si confermò abile viticoltore in quel di Grinzane. Un vino che ha sempre fatto parlare di sé e che per molto tempo vedrà fautori dei Barolo con aspetti rudi, spigolosi, in botti grandi e sostenitori del vino in barrique, più morbido. Ma il Barolo vincerà sempre nei cuori e nei palati.

La storia del Barolo in alcune bottiglie di ieri e di oggi come il Madonna Assunta La Villa (a sinistra)

Avvicinarsi a una bottiglia di Barolo, ha un fascino tutto particolare, quasi mistico ai non avezzi alle grandi emozioni. Trovarsi di fronte a una bottiglia di Barolo Rocche Dei Manzoni Docg Pianpolvere Soprano Riserva 7 anni, significa rivivere la storia di decenni di Langa.

“Pianpolvere” un nome ricco di storia, la denominazione risale alla fine del 1700 quando Napoleone Bonaparte su questo appezzamento edificò una polveriera. Più tardi come quasi tutti i terreni della zona divennero di proprietà ecclesiastica.

Con la legge di Giuseppe Siccardi del 1850 (separazione tra Stato e Chiesa) abolirono i previlegi goduti fino ad allora dal clero cattolico. Lo Stato Italiano espropriò questi terreni mettendoli in vendita di quanti decidessero di ignorare la scomunica papale che sarebbe ricaduta sul compratore.

Per cui gli imprenditori di fede ebraica furono avvantaggiati all’acquisto di questi beni, rivendendoli frazionati e facendo fortuna. All’inizio del 1900 Pianpolvere divenne di proprietà della famiglia Fenocchio che per 68 anni ne vinificherà le uve. Dal 1998 è proprietà della famiglia Migliorini, già produttori in Monforte d’Alba.

 

La degustazione

“Tutti nascono unici, solo alcuni continuano ad esserlo”

Brut Zero Riserva Valentino

Con il Brut Zero Riserva “Valentino” 2008 Metodo Classico Millesimato i Migliorini sono diventati Pionieri del Metodo Classico nelle Langhe. Il primo anno di produzione risale al 1989 – 100% Chardonnay, con breve passaggio in legno. La zona di produzione comprende le località Manzoni Soprani, S. Stefano di Perno, Madonna Assunta di Castelletto, Monforte d’Alba. Con maturazione sui lieviti per almeno 120 mesi con remuage e dégorgement. Con affinamento 8/12 mesi in bottiglia dopo il dégorgement e prima della messa in vendita. Formati disponibili: 0,75 – 1,5 – 3l – 6l – 9l

Lo sprumante Valentino Brut Zero riserva

Il vino:

Dal colore giallo paglierino, con un perlage sottile e numeroso, da formare una catenella di perle dorate. All’olfatto un mosaico di note tra cui spicca una dolce tostatura di mandorle e nocciole, con una lieve pasticceria che si fonde con sentori di agrumi, cedro, pompelmo e limone, con nuance di zenzero candito avvolto dalle erbe aromatiche, salvia e una leggera mentuccia e in sottofondo anice e pepe verde. Fresco e allo stesso tempo cremoso con una effervescenza lieve, sapida senza spigoli, un prodotto di estrema eleganza, finezza e persistenza, da regalarci un vero connubio con il palato.

 

Brut Cuvèe Speciale DOOR 185th “Valentino”

Il numero 185 composto da 18 (numero che corrisponde alla lettera dell’alfabeto che è l’iniziale del nome Rodolfo Migliorini) e 5 (il nome di Ezio Bosso musicista). La zona di provenienza è nei vigneti appartenenti a Podere Rocche dei Manzoni, tutti siti in Monforte d’Alba. Vino Spumante di Qualità Metodo Classico: il primo anno di produzione risale al 2008.

Con Chardonnay e Pinot Nero, con vinificazione dopo la pressatura delle uve, il mosto viene immesso in parte in legno e in parte in uova di cemento, fermentazione malolattica non portata a compimento e successivo tiraggio in bottiglia con permanenza sui lieviti per un minimo di 8 anni di rifermentazione in bottiglia nella cappella della cantina con la “sinfonia per il vino” composta dal pianista Ezio Bosso, scomparso di recente. La sollecitazione musicale misurata e controllata, selezionata dall’Esoconcerto “Allegro Molto” del maestro, viene utilizzata durante il processo di affinamento del vino per influenzare la rifermentazione ed ottimizzare l’attività dei lieviti.

 

Brut Cuvèe Speciale DOOR 185th “Valentino”

Il vino

Si presenta con un perlage finissimo e fittissimo, in un colore luccicante giallo dorato. Sprigiona sotto il profilo olfattivo fragranze fruttate e floreali, di tiglio, biancospino con tocchi agrumati di lime e mandarino con pompelmo giallo. Il sorso è avvolgente e cremoso con freschezza e piacevole sapidità, raffinato nel finale con lunghi ritorni di miele di acacia e cedro candito, persistente e sorprendente nota balsamica che premia la sua qualità e il suo carattere. Un prodotto davvero speciale, affinato con l’ausilio delle vibrazioni della musica (con una frequenza di 432 hertz) l’attività dei lieviti che è risultata più veloce da influenzare così la rifermentazione in bottiglia.

 

Valutazione climatiche dell’annata 2015.

L’annata 2015 specialmente nei mesi di maggio e giugno con ondate di calore e leggeri cali di temperatura. Nel mese di luglio caldo intenso, senza precipitazioni, ricompensato dal mese di agosto piuttosto piovoso. Settembre ed ottobre con poche piogge, anche se intense durante la vendemmia, senza effetti negativi e conclusa nei migliori dei modi. Annata che ci ricorda la 2000 e la forza e ricchezza del frutto della 2008.

Valutazione climatica annata 2014.

Annata piuttosto complicata, già dal mese di aprile e metà di giugno con valori alti di temperatura, verso la fine di giugno con tante piogge, con un clima fresco e con una umidità importante. Luglio caratterizzato da grandinate, alcune aziende e alcuni vigneti specifici hanno compromesso la quantità del raccolto. Nel prosieguo della stagione un mese di settembre piuttosto piovoso, ma ha permesso ad un vitigno tardivo come il Nebbiolo a recuperare almeno sotto l’aspetto qualitativo.

 

Barolo Docg – Podere Rocche dei Manzoni 2015

Nella storia dell’azienda il primo anno risale al 1974, con vigneti siti tutti in Monforte d’Alba. Selezione delle uve, fermentazione a temperatura controllata, a contatto delle bucce per 14 giorni, ulteriore selezione in cantina, essendo un assemblaggio tra i vari vigneti aziendali. Tre mesi in barrique nuove francesi, sei mesi in contenitori ovoidali di cemento e altri sei mesi in bottiglia.

Il vino.

Dal colore granato con sottofondo bruno, abbastanza cupo. All’olfatto ampia l’apertura floreale con rosa selvatica e giaggiolo, lampone e ciliegia con mandorla dolce. Frutta matura, mora, prugna e spezie fini ma non vaniglia, ma ricordi di anice stellato e muschio e funghi in sottofondo a completare profumi ricchi e importanti. Il palato è accompagnato da un tannino prorompente e vigoroso e gli dona quel tocco etereo di grande eleganza e finezza, con frutto maturo quasi caramellato e candito, succoso e tenace. Tutto è fine senza eccessi, perfettamente controllato, dinamico che lo porteranno ad una lunga fase evolutiva.

Barolo 2015 e Barolo Big’ d Big 2014 Podere Rocche dei Manzoni

Barolo Docg “Big ‘d Big” 2014

Il primo anno di produzione risale al 1979 vigneti tutti siti in Monforte d’Alba. Vinificazione con selezione delle uve, fermentazione a temperatura controllata per circa 21 giorni a contatto delle bucce. Invecchiamento in legno e primo affinamento in cemento. Dopo l’imbottigliamento ulteriore affinamento in vetro. Terreno calcareo e argilloso, con sabbia calcificata.

Il vino

Dal colore granato di media intensità con calda sfumatura arancio. Olfatto con finissime note di frutta matura, con una rosa canina e una viola appassita e un tocco di speziatura quasi piccante, un chiodo di garofano e ginepro e una sensazione piacevole di tartufo, si percepisce un tono evolutivo di questi profumi, ovattati e amplificati. Il gusto si distingue con un frutto di sottobosco e da un’impressione di leggere erbe aromatiche essiccate al sole, il tutto sottolineato da un tannino minutissimo ma vigoroso, vitale che dona un carattere dinamico e assieme suadente. Vino elegante, malgrado l’annata 2014 non tanto positiva.

 

Barolo Docg Perno 2015 “Vigna Cappella di S. Stefano” Monforte d’Alba

Primo anno di produzione risale al 1993. 100% Nebbiolo. Zona di produzione Perno, Monforte d’Alba (CN) Agricoltura sostenibile volta a ridurre le sostanze anticrittogamiche. Il terreno è formato da strati arenarie grigio giallastre, banchi di sabbia grigio brune e calcare. Vinificazione con selezione delle uve, fermentazione a temperatura controllata attorno a 30°C per circa 21 giorni a contatto delle bucce. Invecchiamento in legno e primo affinamento in cemento, dopo l’imbottigliamento un ulteriore affinamento in bottiglia.

Il vino

Ha un bel colore rosso granato cupo e profondo con riflesso aranciato. Con profumi eterei e floreali di rosa appassita, accompagnata da spezie dolci e calde quasi balsamiche che regalano una sensazione di morbidezza, il frutto è maturo succoso con note di lampone e frutti di bosco, con lieve tostatura e camino spento, con note tra il fungo ed il tartufo. Al palato un ricordo boschivo e nella lieve tostatura che arriva e dà vigore alla trama dei tannini minuti e molto fini che regalano un bel sostegno al gusto dolce, caldo e soprattutto profondo. Un vino perfetto da bere subito o per pazientare qualche anno o due, ma vivrà sicuramente bene per più di un decennio e oltre.

Barolo Perno Vigna Cappella di S. Stefano 2014 e 2015 Podere Rocche dei Manzoni

Barolo Docg Perno 2014  “Vigna Cappella di S. Stefano”

Il vino. Dal colore rosso granato piuttosto scuro con lieve riverbero aranciato. L’attacco olfattivo è decisamente speziato, note di cardamomo e liquirizia, con sentori di legna arsa, dove emerge una nota floreale appassita di rosa di macchia e lievi frutti rossi, al naso ci stupisce con queste sensazioni di un carattere decisamente maschio, con una sfumatura di nocciola e note balsamiche a completare il quadro olfattivo.

Al palato il frutto è decisamente maturo e succoso, condito dalle spezie quasi piccanti, i tannini fini e ben tessuti che mantengono una certa severità e giusto rigore. Il consiglio è di aspettare ancora un po’ a berlo, per far emergere tutto il suo potenziale, del Nebbiolo da Barolo, sempre una lunga e grande emozione a degustarlo…

 

Barolo Docg – Bricco San Pietro 2015 – “Vigna d’la Roul”

Questa Mga (Menzione Geografica Aggiuntiva) Bricco San Pietro è la più grande per estensione a Monforte d’Alba e della Langa. Il primo anno di produzione risale al 1974. La vinificazione avviene con selezione delle uve, fermentazione a temperatura controllata per circa 21 giorni a contatto delle bucce, invecchiamento in legno e primo affinamento in cemento e ulteriore affinamento in bottiglia.

Il sommelier Sergio Garreffa con il proprietario di Rocche dei Manzoni Rodolfo Migliorini

Il vino

Alla vista ha un bel colore granato piuttosto cupo con qualche riflesso aranciato. Grandi profumi di una componente di piccoli frutti maturi, mora e lampone e note di ribes rosso, dolci le spezie con cannella e chiodo di garofano e un tocco di balsamico ginepro, e una sensazione di funghi secchi e un ricordo di caramello e catrame vegetale leggerissimo e appena un tocco di caffè tostato.

In bocca si svela rapidamente con un frutto più dolce, succoso e denso, corroborato da una sapida speziatura e un tannino fitto, che non ha rinunciato del tutto a far sentire il suo carattere mascolino, ma lo fa con delicatezza ed eleganza. Ha una progressione lenta, continua e complessa, che sostiene e ravviva il gusto, che potrà aumentare con qualche anno di invecchiamento. Sorprendente.

 

Barolo Docg 2009 Riserva “Vigna Madonna Assunta La Villa”

Viene prodoto da un vigneto acquisito nel 1986 a Monforte d’Alba. L’esposizione a sud sud-est, la composizione calcareo-argillosa con stratificazioni di marne grigioazzurre e la buona escursione termica tra giorno e notte, favoriscono tutto il ciclo vegetativo della vite garantendo un prodotto di eccellenza secondo la filosofia aziendale per cui «solo da una grande uva si puà ottenere un grande vino». Il primo anno di produzione risale al 1999 e il magazine Art & Wine si può vantare di averlo presentato in anteprima sul numero 13 del 2009. Dopo la prima fermentazione ed estrazione antocianica a contatto delle bucce per circa 21 giorni passa all’ invecchiamento in legno per circa 60 mesi, il successivo affinamento in cemento e ulteriore in vetro per altri 60. Viene quindi messo in commercio solo dopo 10 anni.

Il Barolo Riserva Vigna Madonna Assunta La Villa durante la degustazione con Rodolfo Migliorini

Il vino

Rosso aranciato di buona profondità è il suo colore. Forte approccio olfattivo con profumi legati a legna arsa e rosa di macchia, con tabacco dolce da pipa, mallo di noce e rintocchi di resina, con cenni di tartufo, mentre le note floreali e fruttate rimangono in secondo piano e stentano ad uscire allo scoperto.

Il gusto è maturo, morbido e polposo, con una trama tannica meno incisiva, con meno spessore, più avvolgente, più vellutato con l’alcolicità calda che avvolge il palato. Sono queste trame che hanno portato questo vino a traguardi lontani, suadenti che sa manifestarsi nella sua interezza.

 

Langhe Doc Nebbiolo 2017

La prima annata risale al 2013. Fermentazione a temperatura controllata per circa 10 giorni a contatto con le bucce. Primo affinamento in barrique e ulteriore affinamento in cemento.

Il vino

Granato vivo con bagliori aranciati. Olfatto plasmato da una frutta matura e note floreali di rosa e ribes appassite miste a profumi di muschio e funghi e una caratteristica sensazione balsamica, con spezie calde e un caramello in sottofondo.

Al palato è caldo, avvolgente con sfumature di pepe nero e leggera vaniglia e liquirizia, con una trama tannica ancora vigorosa, ma ben amalgamata e si lega alle spezie che tessono una lunga persistenza con i più preziosi ricordi di sottobosco.

Sergio Garreffa
(sommelier AIS – II classificato Nebbiolo Master 2017 AIS)


ROCCHE dei MANZONI di Valentino
Località Manzoni Soprani, 3 – 12065 Monforte D’Alba
Tel. 0173 78421 Fax 0173 787162
email: info@rocchedeimanzoni.it
website: www.rocchedeimanzoni.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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