MUSICA – ORGANO D’ESSAI A LA MORRA

DA FRESCOBALDI A FRISINA:

NELLA BAROCCA CHIESA S.  MARTINO

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Dal molcente Magnificat del compositore contemporaneo Marco Frisina (autore delle colonne sonore dei film Rai sulla Bibbia con Ennio Morricone) alla gaudiosa Toccata II del barocco Girolamo Frescobaldi un’entusiasmante serata d’essai musicale ha animato la meravigliosa Chiesa di San Martino di La Morra nell’ambito dei festeggiamenti biennali per il santo patrono nel 1700° anniversario della sua nascita. Un concerto, dal titolo Canterò per sempre l’amore del Signore, interpretato dalla Corale San Martino di La Morra e da cinque allievi organisti del Conservatorio Giorgio Federico Ghedini di Cuneo. Un’esibizione che ha  incantato la platea di semplici appassionati ed esperti maestri rivelando le eccezionali potenzialità del monumentale organo del 1880, recentemente restaurato, sgargiante di fregi aurei in stile barocco, di cui l’intera chiesa è sfavillante e sontuosa testimonianza: vestigia decorative divenute pertanto cornice ideale per le sonate seicentesche frescobaldiane e degli altri compositori successivi di tale virtuosa ispirazione.

Una immagine del mirabile organo della chiesa di San Martino a La Morra

ORGANIZZATO DA PARROCCHIA, CORALE di la E CONSERVATORIO

“Musica: tu mi hai insegnato a vedere con l’orecchio e ad udire col cuore” Khalil Gibran.

La locale Parrocchia, guidata da don Massimo Scotto e don Renato Oggero Norchi, di concerto con la Corale interparrocchiale lamorrese diretta dal maestro Mauro Baracco, ha infatti accolto gli allievi della classe di Organo (e relativa composizione) del Conservatorio in virtù della collaborazione con il loro docente maestro Bartolomeo Gallizio, creando così un evento memorabile per i numerosi presenti, vocato a celebrare la memoria del patrono San Martino, Vescovo di Tours. Costui, ufficiale della Cavalleria Imperiale di Roma nel IV secolo d.C. divenne celebre per aver donato metà del suo mantello ad un mendicante per proteggerlo dal freddo; dopo quel gesto di spontanea carità ebbe la visione di Gesù, iniziò il suo percorso di conversione al Cristianesimo e quindi di ordinazione che lo portò a divenire un grande evangelizzatore cristiano delle campagne. Non è quindi un caso che proprio la parrocchiale di La Morra, epicentro dei vigneti divenuti Patrimonio Unesco per la coltivazione dell’uva Nebbiolo per il mitico Barolo, fu a lui intitolata nel XIV secolo quando già molte vigne cingevano il colle abitato. Nella chiesa il percorso agiografico del santo trova artistico compimento negli icastici affreschi della volta della navata centrale di Luigi Morgari (Torino, 1º gennaio 1857 – Torino, 1º gennaio 1935)

La volta della Chiesa di San Martino affrescata da Luigi Morgari con la storia del beato – foto Edo Prando. Clicca sull’immagine per la storia dell’edificio

LA PREGEVOLE PALA DI SAN MARTINO

La Corale lamorrese si è esibita davanti alla pregevole pala dell’altare centrale con la Madonna, Gesù Bambino ed i santi Martino e Crispino, opera di soave suggestione del pittore Giancarlo Aliberti (Canelli, 13 febbraio 1670 – Asti, 2 febbraio 1727) noto per numerose cupole realizzate anche nel Monferrato e nell’Astigiano. L’imponente tela settecentesca emoziona per l’umile dolcezza con cui la Vergine china il capo con gli occhi delicatamente socchiusi in ossequio al bimbo benedetto che sorregge dinnanzi all’adorazione estatica dei beati. Luminosa e coinvolgente la plastica tricromia dei panneggi che descrivono la divinità della Madre di Dio in blu, in oro quelli sacri del vescovo Martino in paramento solenne con mitria e piviale, in rosso quelli del martire Crispino. Coreografica la gestualità dei santi che spalancano le braccia in circolare venerazione dell’Assunta che invece si contrappone ad essi per il serrato abbraccio materno con cui cinge affettuomente il figlio. Un dipinto di romantico dinamismo che evoca le movenze figurali del celebre maestro Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, di cui sicuramente l’Aliberti, attivo un secolo dopo, vide qualche pala avendo entrambi operato molto in Monferrato. (vedi reportage sulla chiesa su Art & Wine n. 18 cliccando sulla foto sotto)

La Pala dell’altare maggiore della Chiesa di San Martino con il santo insieme alla Madonna con Gesù bambino ed il martire Crispino – opera di Giancarlo Aliberti – foto Edo Prando

IN CORO DAL MAGNIFICAT ALL’HALLELUIA

Il coro di oltre venti elementi ha aperto il concerto con il Regina Coeli di Charles Gounod prima di coinvolgere il pubblico con il commovente Magnificat di monsignor Frisina e la sua solenne Vidi la Nuova Gerusalemme. Sulle note degli organisti del Conservatorio di Cuneo la Corale San Martino si è quindi esibita nell’Ave verum corpus di Wolfgang Amadeus Mozart e nel sempre entusiasmante Halleluia di Leonard Cohen con Giuseppe Sanfilippo come voce solista. Un’esibizione che ha rimarcato la qualificata formazione canora ed il melodico affiatamento dell’ensemble vocale.

La conduzione del concerto è quindi passata sotto la direzione del maestro Bartolomeo Gallizio che, dopo aver presentato i suoi allievi, ha rammentato come l’uso dell’organo divenne assai famoso nel Settecento con il diffondersi dell’Opera Lirica (promossa dal compositore barocco Claudio Monteverdi) quale alternativa all’orchestra sinfonica per consentire una riproduzione più diffusa delle popolari arie anche nelle chiese, sfruttanto le variabili dei registri organistici per emulare le sonorità di fiati e persino di campanelli…

La Corale di San Martino di La Morra con gli allievi di Organo del Conservatorio Ghedini di Cuneo ed il loro insegnante Bartolomeo Gallizio

COMPOSIZIONI PER ORGANO DALL’ITALIA ALLA SPAGNA

Proprio a un seguace delle innovazioni virtuostistiche monteverdiani, Frescobaldi, tra i più importanti maestri di tastiere del Seicento come organista e clavicembalista, è toccata l’ouverture della parte solo strumentale del concerto con la Toccata II del Secondo Libro di Toccate intepretata dallo studente Jacopo Cassese di Sanremo. L’esperto allievo Luca Ferrari di Toirano (Sv) si è invece cimentato sulla possente musica della Batalla Imperial dello spagnolo Juan Cabanilles, una esecuzione vibrante e stentorea capace di far tremare gli scanni della chiesa. Proseguendo nel crescendo storico dal Seicento al Settecento, Sandro Mandrile di Cuneo ha eseguito gli splenetici e placidi Quattro Versi in Re minore di Domenico Zipoli, mentre la giovane allieva Lucrezia Ciafardone di Mondovì ha ben suonato la luminosa e romantica Elevazione dello stesso compositore. Ancora l’allievo Ferrari ha esaltato con le sue abili mani le vivaci ed eleganti Due Sonate del maestro veneziano Baldassarre Galuppi, e l’ampollosa e variegata armonia dell’inglese John Stanley in Voluntary VIII.

INTERMEZZO CONTEMPORANEO COL MAESTRO GALLIZIO

Un intermezzo contemporaneo l’ha offerto lo stesso docente del Conservatorio Ghedini, il maestro Bartolomeo Gallizio di Cuneo con una sua personale composizione organistica Sette piccoli quadri sul tema Mauro Mareo alquanto originale e innovativa per acuti, sonorità e dissonanze. L’itinerario è proseguito verso l’Ottocento con il giubilante e squillante   Rondò con imitazione dei campanelli di Giovanni Morandi magistralmente interpretato dall’allievo Cassese anche nel suo lunghissimo impetuoso finale (idoneo a divenire inno del Barolo per una sinestesia evocativa delle interminabili sfumature di retrogusto dei migliori Cru). La melodica e gaia Elevazione seguita da Cantabile affettuoso di Felice Moretti è toccata al talentuoso musicista albese Giacomo Barbero (sovente organista proprio nelle Sante Messe della parrocchiale lamorrese) che ha concluso una indimenticabile serata di pregio culturale con il trionfale, esuberante ritmo della Marcia della Vittoria di Polibio Fumagalli, una perla delle Sei Marce a tema del compositore milanese che nell’impronta compositiva è volutamente allusiva – forse un po’ troppo – alla precedente e più celebre Radetzky-Marsh di Johan Strauss padre.

DEGUSTAZIONE FINALE

Alla fine di questa eccezionale maratona organistica non poteva mancare per allievi e maestro del Conservatorio un omaggio di vini rossi donati della Corale San Martino la cui componente femminile ha poi deliziato protagonisti e spettatori con un rinfresco di squisita enogastronomia locale di verace produzione casalinga. Una serata davvero sensazionale: peccato per l’assenza di autorità locali, di turisti per le infelici condizioni meteo, e di molti viticoltori, assenti peraltro più che giustificati per l’impegno in trasferta al Vinitaly di Verona. Un concerto che sarebbe sicuramente magnifico replicare in autunno, magari proprio per San Martino.

Fabio Carisio

 

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