LEGENDINA, METAPHYSICA LIBERTY

TRA DE CHIRICO E KLIMT:
IN MOSTRA NELLE LANGHE
UN’ARTISTA RUMENA
PREMIATA DALL’UNESCO 

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

Metaphysica Liberty è il titolo dell’orginalissima mostra antologica che porterà un’artista rumena scomparsa, dal talento premiato e celebrato al Grand Palais di Parigi come all’Onu di Ginevra, nella Langa del Barolo, sotto il segno dell’Unesco. Per un’amena coincidenza, infatti, approderà nei Paesaggi Vitivinicoli divenuti Patrimonio dell’Umanità nel 2014 una pittrice contemporanea, decantatrice delle suggestioni delle Grandi Avanguardie, che deve la sua formazione internazionale proprio ad una borsa di studio Unesco. Le opere di Legendina di Paolo, nata nel 1939 a Cobadin, in Romania, e scomparsa nel 2017 a Lugano, nella sua città adottiva, potranno essere ammirate dal 30 maggio al 17 giungo 2019 nella pregevole cornice della restaurata chiesetta di Sant’Anna di Castiglione Falletto (Cn). L’evento rientra nell’intensa stagione espositiva che l’associazione di volontariato culturale Art & Wine Club Italian Top Style ha in programma all’interno del tempio, non più adibito al culto, situato nel suggestivo camminamento intorno ai contrafforti del castello di origini medievali. Un’iniziativa sviluppata in collaborazione con il Comune di Castiglione Falletto grazie all’attenzione mostrata dal sindaco Paolo Borgogno alla valorizzazione della sede espositiva in chiave culturale.

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DA 92 ANNI BAROLISTI A LA MORRA

CANTINA MICHELE MASCARELLO:
UNA FAMIGLIA DI VITICOLTORI
DA BEN QUATTRO GENERAZIONI

___di Fabio Carisio ___

L’entusiasmante storia della famiglia Mascarello inizia nel 1927 quando Michele, classe 1902, fonda l’omonima cantina a La Morra per vendere il Barolo ottenuto delle vigne del Torriglione nella blasonata collina dell’Annunziata. Un intineraio lungo ben novant’anni costruito su quei valori tradizionali di Langa che vedono nella famiglia il fulcro di ogni attività di successo. L’ottimo terroir, l’accurata coltivazione e vendemmia delle uve, la passione per il buon vino lasciato affinare lemme lemme in cantina furono  le fondamenta da cui Michele partì con l’intuizione giusta di far conoscere altrove i suoi Barolo, Nebbiolo e Barbera.

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ADRIANO NOSENGO, IL PITTORE DEGLI ANGELI E’ VOLATO IN CIELO

SCOMPARE A 74 ANNI A VERCELLI
UNO DEI PIU’ GRANDI ARTISTI VIVENTI:
MAESTRO DI PITTURA METAFISICA
UMILE SANTO DEL QUOTIDIANO 

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___

«Un funerale per gli uomini é forse una festa di nozze per gli angeli»
Gibran Kahlil Gibran

Oggi togli pure il “forse” dalla tua splendida citazione caro Gibran. Perché ci sarà una grande festa lassù in cielo per l’arrivo dei Pittore degli Angeli, uno dei più grandi artisti viventi, maestro di pittura metafisica e di vita. Molce sempre l’anima quest’aforisma del poeta libanese che gronda di dolcezza nei cuori infranti da un lutto improvviso: anche quando appare una liberazione per il sofferente. E’ una frase tremolante di flebile corrusca luce di fronte alle porte delle tenebre dove la nostra umanità lacrima tristezza, amarezza ma soprattutto incertezza. Non era così per Adriano Nosengo che agli amici più intimi da anni parlava del suo incontro col Padre Eterno misericordioso come un passaggio a miglior vita, lontano dalle mediocrità e malvagità di un mondo che da illuminato sapiente di profonda etica umana e cristiana aborriva, fino a far qualche volta vibrare le corde della sua mansueta voce in impeti d’ira.

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S. FRANCESCO E IL SULTANO NELL’ARTE

L’EROICO VIAGGIO IN TERRA SANTA
DEL FRATICELLO D’ASSISI 
DALLA LEGENDA DI BONAVENTURA
AI CAPOLAVORI DEL RINASCIMENTO

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio con testo di San Bonaventura ___

«Nel 1219 Francesco realizzò finalmente un suo ardente desiderio: predicare la fede cristiana ai musulmani. Questo evento viene narrato nel nono capitolo della Legenda Maior, dove Bonaventura parla della carità che spingeva Francesco a voler annunciare il Vangelo a tutti gli uomini, e dell’attrazione che il santo provava davanti alla possibilità del martirio. La funzione di questo episodio è infatti quella di associare Francesco al grado più alto della santità cristiana, quello dei martiri, dimostrando la completa disponibilità del Poverello a morire per Cristo. Raggiungendo l’esercito crociato a Acri e poi a Damiata, Francesco ottenne dal legato pontificio di potersi recare, al suo rischio e responsabilità, dal principe musulmano, il sultano Melek-el-Kamel». A spiegare sinteticamente il movente spirituale del viaggio che il Patrono d’Italia volle compiere in Terra Santa è l’autorevole storico cattolico monsignor Timothy Verdon, canonico del Duomo di Firenze, Direttore dell’Ufficio di Arte Sacra e Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Firenze, uno dei massimi esperti viventi di storia dell’arte cristiana. Il suo conciso ma eloquente intervento agiografico è una premessa al commento critico dell’opera attribuita a Giotto di Bondone, la cosiddetta “Prova del fuoco”, l’undicesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di San Francesco della Basilica superiore di Assisi. E’ la famosa “ordalia” con cui il frate assisiate sfidò il Sultano ed i sacerdoti islamici per dimostrare la potenza di Dio.

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DREAM NEL CHIOSTRO DEL BRAMANTE

ARTE ONIRICA A ROMA
CON IL GENIO DI KIEFER E TANE
NELLA SPLENDIDA LOCATION

di Ester Campese

E’ al Chiostro del Bramante la location rinascimentale del noto architetto Donato Bramante  che 20 protagonisti dell’arte contemporanea hanno voluto narrare il loro sogno con il mezzo delle opere visionarie. I visitatori della mostra “Dream. L’arte incontra i sogni”  possono dunque godere di un immaginifico viaggio all’interno di questa perfetta architettura.

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DAL NEBBIOLO ROSATO AL BAROLO CRU

IL TRIS DI ROSSI DI LANGA
DELLA CANTINA VEGLIO MICHELINO:
EFFLUVIO DI FRUTTI ROSSI E SPEZIE
CHE INCANTA CON CARNE E CON PESCE

di Fabio Carisio

Per la gioia di un amante del vitigno Nebbiolo ecco tre vini differenti tra loro che possono accompagnare da soli un ottimo pranzo per una importante festività. Con un occhio alla qualità ed uno alla genuinità la cantina Veglio e Michelino & figlio di Valle Talloira nel territorio basso di Diano d’Alba è stata capace di farsi apprezzare sia sul mercato della ristorazione locale che su quello nazionale ed internazionale anche per prodotti di eccellenza alla portata di ogni portafoglio. In altri articoli si è già detto dell’attenzione per la salute che il titolare ed enologo Osvaldo Veglio ha voluto dedicare ai suoi vini: tutti senza residui chimici ed alcuni a bassissimo contenuto di istamine tanto da meritargli recensione sui media nazionali. Ora ci soffermiamo su tre gioielli che si distinguono nell’assortito carnet di oltre venti menzioni enoiche e rappresentano differenti declinazioni della nobile uva Nebbiolo.Da soli sono stati capaci di accompagnare un pranzo festivo con grande gioia dei commensali: il vino rosato, il Nebbiolo d’Alba e il cru di Barolo, due dei quali già presentati nel nuovo abito della rinnovata ed elegantissima etichetta che rende ancora più nobile l’effigie stilizzata con la duplice testa equina dello storico marchio aziendale

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BARRIQUE PAINTING A CHERASCO

DALLA SCULTOPITTURA SU TELA
ALLA CICLOPITTURA SU BOTTE:
IN MOSTRA L’ARTE CONTEMPORANEA
DI OSVALDO MASCARELLO

Enoteca Palazzo Mentone, 24 novembre 2018 – 6 gennaio 2019

a cura di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

 

Il percorso dell’artista viaggiatore Osvaldo Mascarello si fa sempre più emozionante, vario ed originale. Dopo aver celebrato i paesaggi vitivinicoli della sua Langa divenuti Patrimonio Unesco ed in particolare le vigne di La Morra, dove è nato nel 1948 ed è ritornato a vivere da due anni, incastonati nelle suggestive e peculiari “grotte” mascarelliane; dopo aver descritto i suoi viaggi nel mondo prima con lo sguardo fotografico e poi con quello pittorico attraverso la magia delle ombre, dopo essersi cimentato con successo di apprezzamenti critici e premi nella scultopittura su tela o tavola, eccolo intraprendere un nuovo viaggio artistico in un panorama praticamente incontaminato: barrique painting, ovvero le barrique dipinte con la ciclopittura.

Inaugurazione sabato 24 novembre ore 17. Seguirà brindisi a cura dell’Enoteca Palazzo Mentone. Patrocini: Comune di Cherasco, Enoteca Palazzo Mentone, Art & Wine Club – Italian Top Style di Barolo, Art & Wine New, Gospa News

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A DIANO IL BAROLO NASCE GENUINO

LA CANTINA VEGLIO MICHELINO
PUNTA SU QUALITA’ E  SALUTE:
NIENTE RESIDUI CHIMICI NEI VINI
E BASSI CONTENUTI DI ISTAMINE

La cantina Veglio Michelino & Figlio si trova in Piemonte nell’ameno paese di Diano d’Alba, in prossimità della città di Alba. E’ un’azienda agricola familiare che vinifica ormai da cinque generazioni ed ora si sta espandendo con successo nei mercati stranieri, in virtù della qualità e genuinità dei propri vini.

Le proprietà comprendono circa 25 ettari coltivati a vigneti nei comuni di Diano d’Alba, Montelupo Albese e Serralunga d’Alba. La produzione annua è di 400mila bottiglie di vini: Barolo, Barbera d’alba, Diano d’Albaed altri 20 vini tipici delle Langhe.

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CANTINA COMUNALE DI CASTIGLIONE

SAPORITA DELICATEZZA
PER LA CUCINA DI LANGA
NELL’AMENO TEMPIO 
DEI PREGIATI BAROLO CRU

di Fabio Carisio

reportage fotografico di Osvaldo Mascarello

I pochi gradini che fanno scendere sotto l’arco dell’ingresso danno la sensazione di entrare in un crutin, il luogo più suggestivo e riposto di una cantina dove in Langa si conservano i vini di pregio d’annata. Aperto l’uscio eccoci nel sacro tempio del Barolo, uno dei rifugi da veri gourmet del vino dei re e degli zar (come scritto nel magazybook Art & Wine n. 24 fu portato alla cerimonia di incoronazione di Alessandro III Romanov da un piccolo aristocratico produttore) dove la scelta è ampia ma va ben ponderata perché ci sono bottiglie a buon prezzo per esploratori del Nebbiolo ma anche quelle preziose che superano i 100 euro pur essendo dell’ultima annata.

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