Scomparso Umberto Mascarello, il Barolista dal grande sorriso

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Nel 2017 la cantina Michele Mascarello
festeggiò nella sede di La Morra
il Novantesimo anniversario di fondazione

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Era un uomo minuto ma con un sorriso così grande da abbracciare tutta la Langa del Barolo. Umberto Mascarello, scomparso lunedì 2 marzo all’età i 81 anni, era una persona umile, semplice e dal grande cuore. Ma quando ti stringeva la mano lo faceva con tutta l’energia e la tempra di un valente imprenditore che ha saputo vivere con modestia e dignità sia i momenti difficili che quelli di grande successo della sua cantina fondata dai genitori.

Proprio nella Chiesa parrocchiale di San Martino, dove scambiava il segno di pace del buon cristiano fervente e praticante ai vicini fedeli insieme all’inseparabile moglie Caterina, mercoledì 4 marzo alle ore 15 riceverà l’ultimo saluto da concittadini ed amici.

Umberto Mascarelo, scomparso a 81 anni a La Morra, nella Langa del Barolo

Pur essendo io un giornalista “straniero”, giunto dalla Valsesia del Nebbiolo di Gattinara, ho avuto l’onore di essere chiamato a raccontare la storia della Cantina Michele Mascarello & figli in occasione del 90° anno di fondazione festeggiato nel 2017.

L’azienda è stata tra i pionieri della promozione del Barolo proprio grazie all’intraprendenza del padre e della madre di Umberto, ovvero Michele e Maria, che sul Belvedere di La Morra di domenica portava il banchetto per far assaggiare i vini e venderli a primi turisti di passaggio. Decenni prima che I Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato ottenessero il riconoscimento di Heritage Unesco nel 2014.

Maria e Gemma in piazza a La Morra negli anni ’40

Umberto seppe intuire le potenzialità dei vini di Langa e col suo fare da uomo senza vanagloria cominciò a promuovere il Barolo quanto il Nebbiolo, la Barbera ed il Dolcetto d’Alba facendo avanti indietro dalle Langhe della provincia di Cuneo fino alla Riviera Ligure a bordo della sua Fiat 1100 prima di decidere, in decenni a venire, di aprire anche un ufficio di rappresentanza a Milano.

Era langhetto verace, pragmatico quanto sincero, magnanimo e generoso, ma nella sua intraprendenza pulsava il motore di un’auto sportiva: come quello della Maserati Ghibli, unico lusso evidente che si concesse in età avanzata a premio di decenni di lavoro profusi per promuovere i vini della sua cantina situata nel centro storico di La Morra, dove le grandi botti di affinamento del Barolo si mescono all’atmosfera feerica della costruzione settecentesca.

Dopo la scomparsa di Claudia Ferraresi, pittrice, giornalista e donna del vino  lamorrese, non a caso grande amica di famiglia, con lui scompare una tessera pregiata che contribuì a rendere il mosaico del Barolo di questa ubertosa collina un’opera d’arte di eccellenza.

Da tempo aveva lasciato le redini dell’azienda in mano al figlio Fabio ed ai suoi cugini Paolo, Alfio e Ivo. Ma le decisioni importanti, fino a qualche tempo fa, passavano ancora sempre dal suo ufficio nel nuovo stabilimento vicino alla provinciale Barolo-Alba.

I suoi occhi grondanti di gioia e sana umanità resteranno sempre scolpiti insieme al suo sorriso in un’icona indelebile di chi ha saputo essere un ottimo Barolista, non solo nella bottiglia, ma anche nell’anima: che ora vola lieve e luminosa, come un pampino sospinto dai venti miti d’autunno, verso il Cielo sereno dei cristiani di buona volontà.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio

DA 92 ANNI BAROLISTI A LA MORRA

 

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