DA 92 ANNI BAROLISTI A LA MORRA

CANTINA MICHELE MASCARELLO:
UNA FAMIGLIA DI VITICOLTORI
DA BEN QUATTRO GENERAZIONI

___di Fabio Carisio ___

L’entusiasmante storia della famiglia Mascarello inizia nel 1927 quando Michele, classe 1902, fonda l’omonima cantina a La Morra per vendere il Barolo ottenuto delle vigne del Torriglione nella blasonata collina dell’Annunziata. Un intineraio lungo ben novant’anni costruito su quei valori tradizionali di Langa che vedono nella famiglia il fulcro di ogni attività di successo. L’ottimo terroir, l’accurata coltivazione e vendemmia delle uve, la passione per il buon vino lasciato affinare lemme lemme in cantina furono  le fondamenta da cui Michele partì con l’intuizione giusta di far conoscere altrove i suoi Barolo, Nebbiolo e Barbera.

IN RIVIERA CON LA 1100 A VENDERE BAROLO

Lo fece viaggiando sulla sua Fiat 1100 e percorrendo a ritroso la via del sale verso la Riviera in compagnia della sua sposa Maria che, oltre a donargli la gioia di cinque figli, divenne l’anima commerciale dell’azienda. Non solo procacciava clienti in Liguria, non solo organizzava i banchetti di vendita sul Belvedere di La Morra curandone l’immagine al punto da ideare una bottiglia gigante per attirare i curiosi, ma fu tra le primissime donne che negli anni ‘40 andarono al mercato di Alba a trattare le uve.

Maria con la figlia Gemma Mascarello al Belvedere di La Morra

Tale impegno premiò i coniugi Mascarello che nel 1948 poterono permettersi l’acquisto della bella ed ampia cantina nel centro storico di La Morra, in via Garibaldi, dove ancora oggi si trovano le grandi botti in rovere per l’affinamento del Barolo e degli altri vini rossi, e affidarono nelle mani dei tre figli maschi Marco (1928), Luciano (1930), Umberto (1939) un patrimonio cospicuo che vantava già una produzione consolidata ed invidiabile di ben 100mila bottiglie.

 

UNA CANTINA PER QUATTRO GENERAZIONI

Da destra Umberto Mascarello con il figlio Fabio e la moglie Caterina

L’affiatamento  familiare si radicò nell’anima dei figli insieme all’amore per la cantina ed il Barolo. Marco fu tra i primi enotecnici a diplomarsi ad Alba e, supportato dalla moglie Piera, si dedicò alla vinificazione. Luciano con la moglie  Lucrezia e Umberto insieme alla consorte Caterina presero le redini del mercato incrementando la vendita tra ristoranti e grande distribuzione. Nel 1968 è quindi Berto, oggi memoria storica della famiglia, a mettersi al volante della sua Fiat 125 per girare l’Italia. «In quarant’anni, insieme al mio cane Pinky, ho percorso quasi 50mila km a piedi e circa 5 milioni in auto» dice ricordando un sacrificio attenuato dalla passione per i motori e dal premio, oggi, di guidare una Maserati Ghibli.

Ivo, Paolo e Alfio Mascarello

E’ stato Umberto, con il nipote enologo Paolo (figlio di Luciano), a dare la sterzata decisiva all’azienda portandola alle attuali 400mila bottiglie annue di produzione dopo la costruzione della nuova sede per l’imbottigliamento in località Gallinotto (1976) e il riammordernamento della cantina storica. Mirarono infatti ad incrementare la qualità del Barolo e degli altri rossi di punta quali Nebbiolo d’Alba, oggi anche in selezione  Vigna Alta, e Barbera d’Alba in varie declinazioni, tra cui il barricato Grandeur. Si ampliò il ventaglio delle Doc in vendita con vini bianchi e bollicine, tra le prime prodotte in Langa fin dal 1985. Fabio (figlio di Umberto) ed i cugini Ivo e Alfio (fratelli di Paolo), hanno dato consistenza allo sviluppo della cantina nella nuova filosofia di vendita orientata verso i privati fidelizzati in Italia e all’estero: qualità, serietà, servizio, fiducia garantite da una famiglia alle famiglie clienti. Un impegno pionieristico nel settore vini che negli ultimi trent’anni ha portato l’azienda tra i leader nazionali nella distribuzione diretta dal produttore al consumatore, dalla vinificazione fino alla consegna a domicilio. Una mission che ora vede all’opera anche la quarta generazione con Stefano, Elisa (avvocato e consulente esterno), Edoardo ed attende Andrea, Pietro ed Elena, ultimi eredi di un fulgido capitolo nella storia del Barolo di La Morra.

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