A PORTOFINO I TRE PESCI DI NINO VENTURA. Inaugurazione della Suggestiva Scultura nel Museo del Parco

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Sabato 1 luglio 2023 alle ore 18,30 presso il Museo del Parco di Portofino si svolgerà la cerimonia ufficiale per l’acquisizione da parte del Centro Internazionale di Scultura all’aperto dell’opera Tre Pesci (2010) dell’artista Nino Ventura.

Il Museo del Parco di Portofino, Centro Internazionale di Scultura all’aperto – presieduto da Daniele Crippa e curato da Serena Mormino, in collaborazione con AMARTE – è in un continuo e importante arricchimento, e l’opera di Ventura – dopo essere stata esposta per tutto il mese di giugno nel Porticciolo del Borgo sul Molo Umberto I – sarà collocata all’interno del Museo accanto ai capolavori di celebri artisti quali Ceccobelli, Depero, Dorfles, Fontana, Guttuso, Pomodoro, Rotella e Vigo, solo per citarne alcuni, le cui opere sono conservate all’interno di questo prezioso scrigno di arte e natura.

I Tre Pesci di Nino Ventura a Portofino

L’istallazione in bronzo è una delle sculture impulsive e dal sapore fiabesco tipiche dell’artista, che affascinano e contagiano il grande pubblico: “Essere trasportati in un mondo fatato, il potere ritornare in quel credo che da bimbi ci permetteva di sognare interloquendo con animali fantastici, è l’esperienza che ci viene offerta dall’opera di Nino Ventura – dichiara il Presidente Daniele Crippai suoi Tre Pesci ci riportano indietro nel tempo, regalandoci la felicità che era nei nostri occhi carichi di stupore davanti ai personaggi delle fiabe da noi tanto amati. Grazie a questo artista riusciamo seppure per poco a ritornare a credere in un modo migliore.”

Nino Ventura e Daniele Crippa accanto all’opera I Tre Pesci

Tre Pesci nasce nel 2010 dalla seconda fusione dei diciotto pesci che l’artista realizzò nel 2008 per la Fontana di Fuenlabrada a Madrid in Spagna. La bellezza e la grandiosità dell’opera madrilena, ha spinto Nino Ventura a riprodurre un particolare della stessa di soli tre elementi.

Realizzata con l’antica tecnica etrusca della cera persa, misura dai 1,70 fino ai 2,10 metri di altezza e ha una base di oltre 2 metri. Essa ben rappresenta tutta la sua poetica, il cui fil rouge collega la sua produzione all’acqua e alle sue creature, temi alla base della ricca e geniale creatività dell’artista.

«In un’epoca di prevalente creatività delegata alla AI, poter dialogare con un vero artista, capace di fare sue tecniche antiche e preziose e di confrontarsi amabilmente con amici, curatori e appassionati d’Arte, permette di riscoprire la piacevolezza della realtà. Le opere del Maestro Ventura sono forti e oniriche al contempo, di una realtà facile da leggere dai nostri occhi e delle nostre anime, tangibili ma legate a mondi del subacqueo e del subconscio che appassionano ogni generazione» scrive  Serena Mormino Curatrice MUSEO DEL PARCO – Centro Internazionale di Scultura all’Aperto – Portofino.

Nino Ventura – foto Valentina Esposito

«Forse con un background già obsoleto, credo fortemente che l’Arte, in ogni sua forma, debba comunque poter toccare le corde ed emozionare i sensi del suo fruitore, oltreché dell’anima che la genera – aggiunge la critica e curatrice d’arte – Non pongo limiti all’importanza delle scienze tecnologiche, ma non smetterò mai di aver bisogno di un confronto diretto ed umano con coloro che hanno il dono divino di creare arte e di memorizzare il contenuto e le sembianze delle loro opere anche grazie al tatto o all’olfatto, non accontentandomi della sola vista… sarebbe come chiedere alla musica di non emettere più suoni… e le opere scultoree della collezione del nostro magico museo, se sapute ascoltare, Vi assicuro accarezzano anche l’udito… Certa che i Tre Pesci di Ventura abbiano il desiderio di dialogare con la natura circostante, come fossero vivi in un fondale marino. Perché questo è il miracolo dell’Arte…».

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L’opera entrerà ufficialmente nella collezione permanente del Museo, accanto alle celebri opere di Alviani, Arman, Atchugarry, Angi, Basso, Beuyes,  Ceccobelli, Chiari, Cogorno, Corner, Costa, Cracking Art Group, De Molfetta, Depero, Dorfles, Fiume, Fontana, Galliani, Guttuso, Kosice, Marangoni, Marchegiani, Mondino, Patterson, Pignatelli, Polesello, Pomodoro, Man Ray, Rotella, Spoerri, M. Thun, Tolomeo, Vautier, Vigo, solo per citare alcune tra le oltre duecento opere presenti in questo prezioso scrigno di arte e natura.

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La collezione museale è in un continuo ed importante arricchimento, affiancando sempre più la tradizione artistica italiana e straniera del Novecento all’arte di questo nuovo millennio, in un luogo dove la natura, unica vera sovrana del mondo, ha generosamente e sapientemente creato un luogo di rara bellezza e fascino.

L’intervento umano, in questo luogo incantato, difende la bellezza paesaggistica e culturale, offrendo al pubblico un’altra rara ricchezza… l’Arte. Nel corso di più di vent’anni è stato creato un connubio talmente perfetto tra vegetazione ed espressione artistica, da renderle un’unica identità, dimostrando che l’Arte ha una capacità quasi divina e, quindi, il dovere di rendere omaggio alla vita.


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Redazione Art & Wine News

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